Janas ArcheoFest, il patrimonio Unesco raccontato con musica, danza e parole
L’iniziativa negli antichissimi siti legati al culto dei morti
Ardauli L’arte come vettore di divulgazione e promozione del patrimonio archeologico, etnografico e paesaggistico dei territori. A raccontarne passato e presente è l’associazione Le Voci di Astarte attraverso il linguaggio del corpo, l’azione scenica, la musica e la danza, protagoniste della terza edizione del Janas ArcheoFest dedicato alle figure mitologiche tradizionali della Sardegna. La manifestazione ha preso le mosse nel fine settimana dal sito di Mandras, la tomba dipinta di Ardauli dichiarata sede Unesco nel 2025, e il 1° novembre traslocherà nella necropoli di Prunittu a Sorradile. Il terzo e ultimo atto si terrà due settimane dopo nel complesso ipogeico di Montessu a Villaperuccio, altra perla del sito seriale riconosciuto dall’Agenzia dell’Onu. Il festival è finanziato dalla Regione e dai Comuni ospitanti ed è patrocinato da Cesim, Progetto Domus de Janas della Sardegna, Provincia di Oristano, Unione del Barigadu e Gal Barigadu Guilcier.
A Prunittu sarà messo in scena Is Animas, uno spettacolo prodotto da Le Voci di Astarte. La storia richiama le tradizioni e le credenze nate attorno al culto dei morti. Siamo in un paesino della Sardegna alla vigilia del 2 novembre. I dialoghi tra Antioca, tzia Lillica e nonna Remedia sui rituali legati ai morti e il ricordo delle anime rappresentano il bisogno di appartenere a un luogo e di conservarne la memoria prima che il tempo cancelli ogni cosa. I testi e la regia sono di Sabrina Barlini, che reciterà insieme a Gloria Uccheddu e a Isella Orchis con le musiche eseguite dal vivo da Alberto Balia come sottofondo. La rappresentazione sarà preceduta da una visita audioguidata alle domus de janas di Prunittu per chi si prenoterà ai numeri 3519945903 e 349 5004203. «Janas ArcheoFest è un’occasione per vivere il patrimonio archeologico non soltanto come testimonianza del passato, ma come luogo di incontro, partecipazione e riscoperta dell’identità culturale della Sardegna», spiegano la responsabile dell’organizzazione Gloria Uccheddu e la direttrice artistica Sabrina Barlini, che attraverso l’associazione Le voci di Astarte perseguono l’obiettivo di «Sviluppare nel tempo un cammino artistico capace di collegare questi straordinari monumenti, recentemente riconosciuti Patrimonio mondiale dall’ Unesco, e i territori che li custodiscono».
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