«Bulli, vi butto nell’umido»: una canzone per rispondere all’odio
Il cabrarese Mirko Troncia rimanda al mittente derisioni e pregiudizi con un tormentone in musica: «Uno spettacolo provocatorio, con tanta ironia»
Cabras «Tutti gli haters nell’umido, con le critiche nell’umido». Mirko Troncia, 27 anni, risponde in musica a chi per anni lo ha deriso e giudicato. «Ridicolo», «Che vergogna», «Servizio di leva obbligatoria»: sono alcuni degli attacchi ricevuti dal creator, che realizza contenuti ironici per TikTok e Instagram. Il suo tormentone è diventato una canzone trash e il videoclip, girato tra Oristano, Cabras e Torregrande, è stato pubblicato su YouTube. Dietro la provocazione, “Nell’umido” lancia un messaggio contro il bullismo e il cyberbullismo: invita i giovani a reagire ai giudizi e alle offese, sempre con intelligenza ed educazione. «All’inizio non mi esponevo tanto – racconta –. Dopo un periodo difficile, spinto dai miei amici, ho preso coraggio. Porto il sorriso alle persone: faccio contenuti ironici, ma mi sono arrivati tanti insulti e critiche, specie sui social». Gli odiatori ci sono andati giù pesante, tirando in ballo persino i suoi genitori. Come risposta agli attacchi ricevuti, Mirko Troncia si è inventato un tormentone, il cui significato va oltre la battuta. “Nell’umido” è una sorta di rilettura del «polvere eri e polvere ritornerai».
Provocatoriamente richiama la fine che accomuna tutti e mette in discussione la presunta superiorità di chi giudica. Dopo averlo introdotto in alcuni video da decine di migliaia di visualizzazioni, il giovane cabrarese l’ha riproposto in un progetto musicale più ambizioso: «Ci ho lavorato per quasi cinque mesi. L’idea è tutta mia, come il testo e la musica». Gli amici hanno sostenuto l’iniziativa, mentre il videoclip è stato girato da tecnici del settore. Il linguaggio trash accompagna una riflessione: «La canzone è una specie di spettacolo provocatorio in cui esprimo ciò che penso di chi critica gli altri. Una spinta contro i pregiudizi». Il pensiero va ai ragazzi derisi a scuola e sui social: «Tanti giovani non reagiscono e, a furia di sentirsi giudicati ogni giorno, alla fine ci credono». Nelle loro difficoltà riconosce quelle che lui ha vissuto: «Dietro c’è anche molto del mio dolore del passato». “Nell’umido” è così un invito a reagire: «Voglio dargli forza ridendo, portando un sorriso».
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