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Tribunale

«Seviziato per un anno da mia moglie: costretto a mangiare dalla ciotola del cane, mi spegneva le sigarette addosso». Le accuse a una manager milanese

«Seviziato per un anno da mia moglie: costretto a mangiare dalla ciotola del cane, mi spegneva le sigarette addosso». Le accuse a una manager milanese

La donna rischia il processo con le accuse di maltrattamenti, lesioni personali aggravate dalla crudeltà

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MILANO Una manager milanese rischia il processo con le accuse di maltrattamenti, lesioni personali aggravate dalle sevizie e dalla crudeltà e circonvenzione d'incapace. La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio della donna, accusata di aver sottoposto per anni il marito, un dirigente finanziario di 51 anni, a violenze fisiche e psicologiche. A dare avvio all'inchiesta è stata la testimonianza dell'uomo. Sarà ora il gup Fabrizio Filice a decidere se disporre il processo.

La fuga in Francia: pesava 53 chili

Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori, come riporta Repubblica, c'è quello del 9 ottobre 2024, quando l'uomo sarebbe riuscito a fuggire dalla moglie nella zona del golfo di Saint-Tropez. Dopo aver raggiunto un albergo, avrebbe perso i sensi e sarebbe stato accompagnato in ospedale. Pesava appena 53 chili e, secondo il suo racconto, la donna lo avrebbe costretto anche a mangiare nella ciotola del cane.

L'11 ottobre si era poi presentato al pronto soccorso di Legnano, dove i medici avrebbero riscontrato un grave deperimento organico, condizioni igieniche precarie e numerose bruciature di sigaretta sulla testa, sulle braccia e su altre parti del corpo.

Le accuse e i 200mila euro

Nell'inchiesta è emerso anche un presunto trasferimento di 200mila euro su un conto intestato alla donna. Gli investigatori avevano inizialmente valutato anche l'ipotesi di tortura, successivamente esclusa per l'assenza dei necessari presupposti giuridici.

Trentamila video e la controdenuncia archiviata

Tra le prove raccolte figurano circa 30mila filmati delle telecamere installate sull'imbarcazione della coppia, che secondo l'accusa documenterebbero diversi episodi di violenza. I legali dell'uomo hanno chiesto un risarcimento superiore al milione di euro.

Lo scorso giugno è stata inoltre archiviata la controdenuncia presentata dalla donna contro l'ex marito. Ora spetterà al gup decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio della Procura.

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