La Nuova Sardegna

Elezioni Comunali 2024
L'analisi del voto

Il vento è cambiato, l’effetto Todde spinge la Sardegna a sinistra

di Alessandro Pirina
Il vento è cambiato, l’effetto Todde spinge la Sardegna a sinistra

Il Pd primo nelle città, exploit di Avs, delude il M5s. A destra Fdi non sfonda, Fi tiene, crolla il Psd’Az

11 giugno 2024
4 MINUTI DI LETTURA





Sassari Sarà l’effetto Todde, sarà la semplice regola dell’alternanza, ma il dato venuto fuori dalle urne è incontrovertibile: in Sardegna soffia un vento forte di centrosinistra. È vero che ad affermarsi in tutti i principali centri dell’isola, da Cagliari a Sassari, ma anche ad Alghero e Sinnai, è stato il Campo largo, ma è anche vero che a trainare la coalizione sono stati i partiti di centrosinistra. Su tutti il Pd, ritornato a essere il collante della coalizione, ma anche la grande sorpresa delle urne, quella Alleanza Verdi Sinistra che in Sardegna ha ottenuto risultati ancora più elevati di quelli ottenuti in tutto il Paese alle Europee, e i Progressisti, che a Cagliari hanno eguagliato i dem. Più deludente il risultato del Movimento 5 stelle, che alle Europee nell’isola tiene meglio del resto d’Italia, dove invece ha registrato uno dei dati più bassi dalla sua fondazione, ma alla Comunali vola basso. A destra invece, al di là del risultato di Fratelli d’Italia, comunque sotto le aspettative, non equiparabile al boom della Meloni alle Europee, è un crollo generale, da Forza Italia, che alle amministrative non è riuscita a proseguire nel trend europeo, alla Lega, ormai in caduta libera, ma comunque con numeri più elevati del Psd’Az.

Cinque anni fa anche in Sardegna spirava un vento contrario. Era l’epoca del Capitano che indossava una felpa diversa in ogni località, del Psd’Az che si era convertito sulla via di Pontida, del successo dei sardo-leghisti alle Regionali, di un centrosinistra che non riusciva a liberarsi del renzismo e di un M5s che ancora respingeva qualsiasi tipo di alleanza. È stato in quello scenario che una dietro l’altra le principali città avevano voltato le spalle al centrosinistra. Cagliari, dopo 8 anni di Zedda, si era riconsegnata alla destra, quella vera di Paolo Truzzu diversi anni prima dell’exploit di Giorgia Meloni, e aveva chiuso l’esperienza progressista che avrebbe voluto continuare nel segno di Zedda con Francesca Ghirra. A Sassari uno scenario non molto dissimile con il centrosinistra ko dopo 15 anni di governo ininterrotto e la vittoria di Nanni Campus, ex senatore di centrodestra, che però a capo di un movimento civico aveva schiantato anche il centrodestra ufficiale. Ad Alghero Mario Bruno, centrosinistra, dovette cedere il Comune al centrodestra dopo una sola legislatura.

Cinque anni dopo lo scenario si è totalmente capovolto. Tre vittorie nette che sono indubbiamente figlie del successo elettorale di Alessandra Todde di tre mesi fa. La vittoria del Campo largo, la prima volta di una governatrice in Sardegna, la prima volta di un presidente di Regione dei 5 stelle, ha in qualche modo segnato la politica nazionale, anche se poi le successive esperienze del Campo largo in Abruzzo e Basilicata non hanno dato gli effetti sperati. In Sardegna però quell’effetto Todde continua a sortire i suoi effetti, anche perché il centrodestra paga ancora il lascito pesante, in senso negativo, della giunta Solinas. E di Paolo Truzzu, talmente poco amato nella sua Cagliari, da essere staccato di quasi 20 punti dalla Todde.

Chi in questo nuovo scenario sembra avere ritrovato la propria linfa è il Pd. Che a Sassari ha superato quota 20 per cento, eleggendo al primo turno il suo uomo di punta, Michele Mascia, scelto un mese e mezzo fa come leader dopo il passo indietro dell’ex sindaco Gianfranco Ganau. Pd bene anche a Cagliari, dove si conferma primo partito a quota 15 per cento. E ottimo anche il risultato di Alghero, dove i dem arrivano al 12, lasciando il primato a Forza Italia a quota 15. Ottima anche la performance di Alleanza Verdi Sinistra, tra il 7 e l’8 per cento sia a Cagliari che a Sassari che ad Alghero, dove ora esprime anche il sindaco Raimondo Cacciotto. E bene anche i Progressisti, soprattutto a Cagliari, dove, capitanati da Zedda, hanno superato il 14 per cento. Buona anche l’affermazione di Orizzonte comune che sfiora il 5 ad Alghero, supera il 3 a Sassari e Cagliari e conquista Castelsardo. Più deludente il dato dei 5 stelle, oltre il 6 solo a Sassari, intorno al 5 a Cagliari e Alghero.

In casa centrodestra si può senza problemi parlare di debacle. L’unico a reggere l’urto è Marco Tedde, esponente di Forza Italia, che ad Alghero si è dovuto arrendere ad un Campo larghissimo con dentro quasi tutto l’arco costituzionale. Male Alessandra Zedda a Cagliari, oltre 25 punti in meno di Zedda, malissimo Gavino Mariotti, che a Sassari ha portato il centrodestra a uno dei risultati più bassi della sua storia. La situazione non cambia granché guardando i dati dei partiti. Anche Fratelli d’Italia, primo partito - seppure a un soffio dal Pd - alle Europee, va male: il 10 a Cagliari, solo il 6 a Sassari e Alghero. Forza Italia si salva ad Alghero (oltre il 15), scende al 5 a Cagliari, crolla al 2 a Sassari. La Lega va meglio ad Alghero, a quota 7, è intorno al 4 a Cagliari, non si presenta a Sassari. Ma il tonfo più pesante è quello del Psd’Az, che ottiene il risultato più lusinghiero ad Alghero: il 3,22. A Cagliari resta intorno al 2, mentre a Sassari nemmeno lo raggiunge.

In Primo Piano
Il delitto

Donna uccisa dal figlio a Sinnai, l’auto di famiglia negata dietro la coltellata fatale

di Andrea Massidda

Viabilità

Lavori pubblici, entro l'anno resterà solo uno dei 10 cantieri sulla 131 tra Macomer e Porto Torres

Le nostre iniziative