Gatti domestici, i primi felini d’Europa 2mila anni fa: gli antenati erano in Sardegna – ecco i dati della ricerca
Condotta da due italiani e pubblicata su Science: «I nostri risultati mettono in discussione la visione comune di un’introduzione neolitica dei gatti nel Vecchio Continente»
Prima dell'arrivo dei gatti domestici, una popolazione di gatti selvatici nordafricani sarebbe stata introdotta in Sardegna nel I millennio a.C. Questi felini avrebbero dato origine alla popolazione selvatica presente oggi sull'isola, geneticamente distinta da quella del continente e spesso classificata anche come sottospecie del gatto selvatico africano, Felis lybica sarda.
A dirlo è lo studio made in Italy del team guidato da due ricercatori come Claudio Ottoni e da Marco De Martino dell'Università Tor Vergata di Roma, che si è guadagnato la copertina della prestigiosa rivista Science. E ora, grazie allo studio, sappiamo anche che il felino più amato del mondo non è arrivato in Europa con gli agricoltori neolitici, ma molto dopo.
- Il gatto più antico
Lo studio rivela che il gatto più antico appartiene al cluster genetico di F. l. lybica e F. catus in Europa e proviene dal sito di Genoni, in Sardegna (Italia): è datato a circa 2200 anni fa. Questo gatto è geneticamente simile agli attuali gatti selvatici della Sardegna, e tutti sembrano essere strettamente imparentati con un gatto selvatico F. l. lybica del Marocco. Tutti gli altri gatti archeologici provenienti da Europa e Anatolia inclusi nel cluster di F. l. lybica e F. catus sono datati da circa 2000 anni fa in poi. Possedevano il pool genetico tipico dei gatti domestici moderni e condividevano maggiori affinità con i moderni gatti selvatici africani che con i loro parenti levantini. La loro rapida dispersione attraverso il Mediterraneo negli ultimi 2000 anni ha segnato un'espansione demografica registrata nelle loro ascendenze materne.
- La scoperta
L’antenato del gatto domestico non è dunque il gatto selvatico europeo (Felis silvestris), ma il gatto selvatico africano (Felis lybica), presente ancora oggi in Nord Africa e nel Vicino Oriente. Nuove analisi genetiche coordinate da ricercatori italiani mostrano che i gatti domestici arrivarono in Europa solo 2mila anni fa dal Nord Africa grazie agli antichi Romani, dopo una storia evolutiva molto lunga e complessa che racconta molto anche di noi.
I ricercatori hanno generato genomi a bassa-media copertura per 87 gatti antichi, da museo e moderni. Hanno scoperto che i gatti domestici sono geneticamente più simili ai gatti selvatici africani, sebbene vi sia stato un flusso genico diffuso tra popolazioni selvatiche e domestiche. Campioni europei che si raggruppano con i gatti domestici compaiono solo nel I secolo d.C., suggerendo una dispersione dei gatti domestici più tardiva di quanto si pensasse in precedenza.
- I risultati
«I nostri risultati – scrivono i ricercatori – mettono in discussione la visione comune di un'introduzione neolitica dei gatti domestici in Europa, collocandone invece l'arrivo diversi millenni dopo. Ridefiniamo la cronologia della dispersione dei gatti identificando almeno due ondate di introduzione in Europa. La prima dispersione molto probabilmente coinvolse gatti selvatici provenienti dall'Africa nordoccidentale, che furono introdotti in Sardegna e fondarono l'attuale popolazione selvatica dell'isola.
Una popolazione distinta e ancora sconosciuta in Nord Africa diede origine a una seconda dispersione non più tardi di 2000 anni fa, che stabilì il pool genetico dei moderni gatti domestici in Europa.
Il gatto domestico, Felis catus, è oggi uno dei mammiferi più diffusi al mondo e ha seguito l'essere umano in quasi ogni angolo del pianeta, adattandosi con una facilità sorprendente agli ambienti creati da noi (spesso facendo non pochi danni)».
- La svolta
Lo studio appena pubblicato rappresenta un punto di svolta. Analizzando 87 genomi di gatti antichi e moderni, i ricercatori hanno dimostrato che i gatti domestici non sono arrivati in Europa con i primi agricoltori del Medio Oriente, come si pensava da decenni. Niente Neolitico, il loro arrivo nel Vecchio Continente è molto più recente e risale a circa 2mila anni fa. I primi gatti arrivano direttamente dal Nord Africa verso la Sardegna.
- Il gatto domestico
Secondo la ricerca il gatto domestico (Felis catus) discende dunque dal gatto selvatico africano Felis lybica lybica. La sua distribuzione globale accanto all'uomo testimonia il suo riuscito adattamento agli ambienti antropici. Rimane incerto se i gatti domestici abbiano avuto origine nel Levante, in Egitto o altrove nell'areale naturale dei gatti selvatici africani. Anche i tempi e le circostanze della loro dispersione in Europa sono sconosciuti. In questo studio, l'analisi di 87 genomi di gatti antichi e moderni suggerisce che i gatti domestici non si siano diffusi in Europa con gli agricoltori neolitici. Al contrario, furono introdotti in Europa circa 2000 anni fa, probabilmente dal Nord Africa. Inoltre, una precedente introduzione separata (primo millennio a.C.) di gatti selvatici dall'Africa nordoccidentale potrebbe essere stata responsabile dell'attuale popolazione selvatica in Sardegna.
- La domesticazione
Prove archeozoologiche e iconografiche indicano due possibili centri di domesticazione: il Levante neolitico, circa 9500 anni fa, e l'Egitto faraonico, circa 3500 anni fa. I dati del DNA mitocondriale antico (mtDNA) supportano un modello a doppia origine per la dispersione del gatto, indicando una diffusione iniziale dall'Anatolia all'Europa da parte di agricoltori neolitici, circa 6400 anni fa, seguita da una seconda ondata dall'Egitto, circa 2000 anni fa.
I tempi e le circostanze della domesticazione e della dispersione dei gatti rimangono incerti a causa del numero limitato di genomi antichi e moderni analizzati finora. Rimangono dubbi sugli areali di distribuzione naturale dei gatti selvatici africani ed europei (Felis silvestris) in passato e sulla loro potenziale mescolanza. Uno studio recente ha dimostrato che il flusso genico antico potrebbe confondere la ricostruzione della dispersione dei gatti, in particolare se basata sul mtDNA. Anche l'origine delle popolazioni di gatti selvatici africani nelle isole mediterranee di Sardegna e Corsica è sfuggente. Le prove attuali suggeriscono che non si tratti di gatti domestici selvatici, ma piuttosto di una linea di discendenza separata. Per rispondere a queste domande – i ricercatori hanno analizzato i genomi di 70 gatti antichi provenienti da siti archeologici in Europa e Anatolia e di 17 gatti selvatici moderni provenienti da Italia (inclusa la Sardegna), Bulgaria e Nord Africa (Marocco e Tunisia).
