La Nuova Sardegna

Il caso

Allenatore-consigliere aggredisce l’arbitro e viene espulso. Gli spintoni, la Figc, le scuse: «Sono mortificato» – ecco che cosa è successo

di Andrea Sini
Allenatore-consigliere aggredisce l’arbitro e viene espulso. Gli spintoni, la Figc, le scuse: «Sono mortificato» – ecco che cosa è successo

La Figc: il direttore di gara riferisce di aver perso la serenità. Il protagonista è un ingegnere di 43 anni, che allena e gioca nel Norbello

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Sassari Rigore è quando arbitro fischia, amava dire il leggendario allenatore serbo Vujadin Boskov. Ma rigore, a volte, può anche essere una miccia che innesca reazioni inattese e incontrollabili. Così, quando il direttore di gara indica il dischetto, sul campo comunale “Vincenzo Manca” accade l’imponderabile: il numero 10 della squadra di casa scatta a tutta velocità verso l’arbitro. Lo raggiunge e lo spintona al petto una volta, prende la rincorsa e lo spintona con forza una seconda volta, poi una terza. E una volta espulso, continua a inveire nei suoi confronti da oltre la recinzione. I fatti Siamo a Norbello, 20’ minuto del primo tempo della sfida Norbello-Turalva, campionato di Seconda categoria. Periferia delle periferie del calcio, dove chi è in campo – si tratti di giocatori, tecnici, dirigenti o direttori di gara – è lì per pura e semplice passione. Si mangia polvere, si gioca sotto la pioggia o il solleone, si contano gli spettatori sulle dita di un paio mani. Il premio partita, quando va bene, è uno spuntino dopo la doccia. A volte dalla doccia non esce acqua calda. Poi si torna alla vita normale, alla famiglia, al lavoro. Magari in consiglio comunale.

Il numero 10 del Norbello, quello che ha perso il senno e ha aggredito l’arbitro per un rigore fischiato contro, nel piccolo centro del Guilcer non è uno che passa inosservato: di mestiere fa l’ingegnere, è nel mondo del calcio da una vita, attualmente fa l’allenatore-giocatore e oltre al pallone ha un’altra passione: l’impegno per la propria comunità. Davide Onida, 43 anni, molto conosciuto e stimato nel suo paese, è un consigliere comunale di Norbello, al quale il sindaco Matteo Manca ha delegato un settore importante come quello dei lavori pubblici.

Non metterà più piede in campo, con tutta probabilità, perché il giudice sportivo della Figc regionale lo ha squalificato per quasi tre anni, sino al 30 giugno 2028. Data l’età, una sentenza tombale sulla sua carriera. Il giudice sportivo L’episodio è avvenuto domenica scorsa e la cronaca di questa giornata di ordinaria follia si trova tutta nel comunicato ufficiale Figc, un documento che settimanalmente va a riempirsi di episodi analoghi. «Solo dopo la terza spinta – si legge – l’Onida veniva bloccato da calciatori di ambo le squadre mentre gridava, col “viso paonazzo” e “gli occhi sbarrati”, frasi non capite ma rivolte di sicuro all’arbitro».

Un atteggiamento che ha avuto conseguenze anche per la vittima dell’aggressione: «L’arbitro – si legge ancora nel comunicato – riferisce che, dopo questi fatti, ha perso completamente la serenità di giudizio, ha commesso errori di valutazione di falli di gioco che altrimenti non avrebbe fatto, si è reso conto di essere entrato in tachicardia e di avere le mani tremolanti, ed il riposo fra i due tempi non l’aveva aiutato, tanto da essersi lasciato andare ad una crisi di pianto isterico, decidendo di far giocare il secondo tempo della partita solo pro forma per paura». Il giudice sportivo si sofferma anche sulla condotta di Onida: «Un uomo maturo - è del 1982 - e sicuramente veterano dei campi di calcio e dal quale è cogente aspettarsi tutt’altro comportamento nel corso di una partita di calcio, che ha messo in concreto pericolo la sua incolumità e portato l’arbitro ad uno stato d’ansia, di insicurezza decisionale e di non indipendenza di giudizio che non possono e non devono mai governare l’operato di un direttore di gara».

  • Il protagonista

«Sono assolutamente mortificato per quello che è accaduto – dice Davide Onida –, sono nel mondo del calcio da oltre trent’anni, ho amici in tutta la Sardegna, non mi sono mai azzuffato con nessuno e chiunque può testimoniarlo. Purtroppo a causa di una situazione di stress dovuta ai tanti problemi che abbiamo come squadra e a una decisione arbitrale inspiegabile ho fatto ciò che non si deve fare, ovvero mettere le mani addosso all’arbitro. Però è giusto anche che dica che presenterò ricorso, perché non riconosco affatto alcune delle cose che sono scritte sul referto: ho dato una sola spinta all’arbitro e non tre. Inoltre dopo quel gesto, che resta deprecabile, sono andato direttamente fuori dal campo senza proferire parola e senza neanche più cercare l’arbitro, quindi non mi sono fermato a bordo campo con aria minacciosa come viene raccontato. Ho fatto la doccia nell’intervallo e mi sono messo a preparare i panini per il terzo tempo con gli avversari. Sono mortificato, ripeto, ma non sono il mostro descritto nel comunicato». Il sindaco Matteo Manca, sindaco di Norbello, conosce Onida da sempre. «Non ero presente e non so cosa possa essere successo – dice –, posso solo dire che Davide è estremamente dispiaciuto e mi ha già proposto di poter “riparare” a livello di immagine organizzando degli stage per i bambini. È una persona seria, un grande appassionato di sport e mi dispiace molto per questo episodi».

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