Cresce il numero delle pensioni d’invalidità in Sardegna: ecco perché e i numeri
L’isola è tra le prime regioni d’Italia per numero di prestazioni erogate
La Sardegna si conferma una delle regioni italiane con la più alta incidenza di pensioni di invalidità rispetto alla popolazione residente. I dati più recenti (al 31/12/2024) diffusi dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre mostrano un quadro che fa emergere un determinatore comune: il peso crescente dell’invalidità civile come strumento di sostegno economico in un contesto di fragilità sociale estremamente diffusa.
Nel complesso, nell’isola sono attive oltre 167 mila prestazioni di invalidità, tra previdenziali e civili, pari al 10,7 degli abitanti. Un dato che colloca l’isola tra le regioni ai vertici nazionali, ben al di sopra della media italiana e lontano dai livelli registrati nelle regioni settentrionali.
Sassari e Oristano
Tra le province sarde, Sassari presenta uno dei dati più rilevanti. Con oltre 51 mila prestazioni complessive, l’incidenza raggiunge quota 10,9 assegni ogni 100 abitanti. Un valore che inserisce il territorio sassarese tra le prime venti province italiane, segnalando una condizione strutturale di disagio che interessa sia il capoluogo sia le aree interne del Nord Ovest dell’Isola.
Ancora più alto è il dato di Oristano, che supera le 12,8 prestazioni ogni 100 residenti. Una delle incidenze più elevate non solo in Sardegna ma nell’intero Paese. Qui pesano in modo particolare lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e una rete economica fragile, che rende l’invalidità civile spesso l’unica forma di reddito stabile.
Nuoro e Sud Sardegna
Anche la provincia di Nuoro mostra numeri importanti, con quasi 23 mila prestazioni e un’incidenza di circa 11,8 ogni 100 abitanti. Un dato che riflette le difficoltà storiche delle zone interne, dove le opportunità lavorative sono limitate e l’accesso ai servizi risulta più complesso.
Nel Sud Sardegna le prestazioni superano quota 37 mila, con un’incidenza di circa 11,5 ogni 100 residenti. Qui il fenomeno si intreccia con una forte discontinuità occupazionale, in particolare nei settori stagionali, e con una diffusa precarietà che rende molte famiglie dipendenti dal welfare assistenziale.
Cagliari
Diversa la situazione nella Città metropolitana di Cagliari. Pur registrando oltre 36 mila prestazioni di invalidità, l’incidenza si ferma a 8,7 ogni 100 abitanti, il valore più basso dell’Isola. Il dato risente di una maggiore concentrazione di servizi, di un mercato del lavoro relativamente più dinamico e di una popolazione mediamente più giovane rispetto alle altre province.
Ciò non significa assenza di criticità: anche nell’area cagliaritana l’invalidità civile rappresenta per molte persone una risposta alla mancanza di alternative occupazionali, soprattutto nelle periferie e nei comuni dell’hinterland.
Spesa e sostegno economico: oltre 800 milioni l’anno
Nel complesso, la spesa per le prestazioni di invalidità civile in Sardegna supera gli 800 milioni di euro annui. L’importo medio mensile è di poco superiore ai 500 euro, una cifra che raramente consente una vita dignitosa ma che, in molti casi, rappresenta l’unica entrata certa.
Il tema si inserisce nel più ampio dibattito aperto dopo la fine del Reddito di cittadinanza. Ufficialmente non esiste un legame diretto tra l’abolizione del sussidio e l’aumento delle pensioni di invalidità, ma in una regione come la Sardegna – come emerge dal report della Cgia – , segnata da disoccupazione strutturale e lavoro povero, il rischio di uno spostamento del disagio verso altre forme di welfare è concreto.
