La Nuova Sardegna

Sassari

Il giallo del 2023

Morte di Davide Calvia nel naufragio all’Asinara, un audio inedito nelle mani dei familiari – che cosa sappiamo

di Nadia Cossu

	Le ricerche della barca naufragata, nel riquadro la vittima Davide Calvia
Le ricerche della barca naufragata, nel riquadro la vittima Davide Calvia

Un vocale che potrebbe dare una svolta all’inchiesta. Sulla barca insieme al 38enne c’era il cugino Giovannino Pinna che si salvò

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Sassari Esiste un audio inedito che potrebbe rivelare dettagli finora rimasti oscuri e fornire elementi utili per segnare una svolta nell’inchiesta sul naufragio mortale del 12 aprile 2023 nel golfo dell’Asinara.

Il naufragio

Quel giorno una barca affondò e dopo dieci giorni di ricerche fu ritrovato il cadavere di una delle due persone che erano a bordo: il 38enne Davide Calvia. Suo cugino Giovannino Pinna, invece, si salvò. La magistratura, per fare chiarezza sui tanti interrogativi (ancora senza risposta) di questa vicenda, poco tempo dopo l’incidente ha iscritto il sopravvissuto nel registro degli indagati per omicidio e naufragio colposi. Da quel momento, infatti, il 36enne si è chiuso nel silenzio e a ogni convocazione degli inquirenti si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’audio inedito

Ora spunta una registrazione che al momento è nelle mani dei familiari di Davide Calvia ma che molto presto – è questa l’impressione – potrebbe finire negli uffici della Procura. «Emergono una versione dei fatti e alcune affermazioni – riferisce la famiglia della vittima – che sono in netto contrasto con quanto scaturito ufficialmente, oltre ad accuse alle istituzioni e a noi parenti più stretti: la nostra richiesta di verità motivata da interessi economici, presunti risarcimenti legati alla cosiddette “vittime del mare”. L’audio contiene anche valutazioni critiche sull’operato dei soccorsi». I familiari di Davide Calvia sperano che le indagini sul lori caro arrivino quanto prima a una definizione. Per poter ritrovare la pace e la serenità che hanno perso a partire da quel 12 aprile di tre anni fa.

I familiari di Davide Calvia in cerca della verità

Provano ancora a ricostruire, con lucidità: «Due ragazzi escono in mare: uno sopravvive e uno muore. L’allarme scatta immediatamente, l’Sos viene lanciato da Giovannino Pinna che indica un punto preciso. I soccorsi partono senza ritardi: capitaneria di porto, vigili del fuoco, mezzi navali, elicotteri. Uno spiegamento imponente che perlustra l’area per ore, poi per giorni. Eppure in quel punto non viene trovato nulla: nessun relitto, nessun corpo, nessuna traccia compatibile con un naufragio». Il mistero si infittisce con il passare del tempo: «Fino a quando, dopo circa 27 ore, uno dei due viene trovato vivo: Giovannino. Un evento accolto con sollievo – confermano i familiari di Davide – ma che fin dai primi accertamenti solleva interrogativi, anche alla luce delle condizioni fisiche e dei parametri vitali riscontrati su Pinna». Nei giorni successivi si cerca in mare il corpo del 38enne e si cercano anche informazioni sulla dinamica del naufragio: «Ma il sopravvissuto fornisce comunicazioni frammentarie e contraddittorie, spesso poco utili a circoscrivere con precisione l’area di ricerca. A noi familiari vengono riferiti racconti sugli ultimi istanti di vita di Davide: parole, gesti, un presunto annegamento sotto gli occhi del cugino. Racconti che contribuiscono ad alimentare angoscia e confusione». Dopo dieci giorni di ricerche, il 22 aprile 2023, affiora nella superficie del mare il corpo di Calvia. «Non nel punto indicato nell’Sos, non nelle aree battute per giorni ma molto lontano. Secondo valutazioni tecniche e testimonianze di esperti la distanza è difficilmente compatibile con una deriva naturale, considerando venti e correnti di quei giorni. Il corpo è gravemente compromesso e l’autopsia esclude la morte per annegamento e parla invece di politraumatismo contusivo con fratture multiple quale causa del decesso».

Che cosa è successo?

Da allora una domanda quasi assillante: «Che cosa è successo davvero in mare?». A più di un anno di distanza viene finalmente ritrovata la barca: «Non dove indicato durante l’Sos ma vicino al punto in cui è stato trovato il corpo di Davide. Aspettavamo una svolta e invece non è arrivata. Ora esiste un audio, mai reso pubblico, che potrebbe fornire gli elementi investigativi mancanti. E quell’audio possiamo metterlo a disposizione».

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