La Nuova Sardegna

Dimensionamento scolastico

Scuola, la Sardegna verso lo scontro con il Governo dopo il commissariamento

Scuola, la Sardegna verso lo scontro con il Governo dopo il commissariamento

Regione in attesa della sentenza del Consiglio di Stato per valutare il ricorso

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Sassari La Sardegna è sul piede di guerra dopo il commissariamento deciso dal Governo per la mancata approvazione del piano di dimensionamento scolastico per il prossimo anno. Un eventuale ricorso contro la decisione è nell’aria, ma la strada da imboccare non è ancora definita: la Regione attenderà innanzitutto il merito della sentenza del Consiglio di Stato.

A spiegarlo è l’assessora regionale alla Pubblica istruzione Ilaria Portas, all’indomani della sua partecipazione al Consiglio dei ministri che ha decretato il commissariamento della Sardegna insieme ad altre tre Regioni. «I numeri che ci hanno assegnato li contestiamo – chiarisce Portas – perché non sono reali ma stimati. Per poter agire dobbiamo almeno aspettare il merito della sentenza del Consiglio di Stato».

L’assessora ricorda inoltre che «già lo scorso anno la Sardegna aveva 3.000 studenti in più rispetto a quelli stimati», elemento che apre alla possibilità di un ricalcolo. «Ora la palla passa ai commissari, che sono i direttori degli Uffici scolastici regionali – aggiunge – nel frattempo capiremo con che tipo di atto procedere».

Sul piano politico, la presidente della Regione Alessandra Todde attacca duramente l’esecutivo nazionale. «L’arrivo del commissario non ci fa piacere, ma è un’ulteriore prova dell’assurdità di questo Governo», afferma a margine della presentazione del Giro di Sardegna di ciclismo.

Secondo Todde, non è accettabile attribuire la responsabilità esclusivamente al Pnrr. «Non ci si deve nascondere dietro il Pnrr – sostiene – perché quello che è successo è un tema che va avanti da molti anni. Sappiamo che il Piano termina entro il 2026, quindi è inutile nascondersi dietro foglie di fico». Per la governatrice, esiste invece «una precisa volontà di unire i tagli lineari sulla scuola al tema della popolazione».

La presidente rivendica le peculiarità dell’isola rispetto ad altre realtà italiane. «La Sardegna non è un territorio come tutti gli altri – rimarca – noi siamo diversi dalla Lombardia, dall’Emilia-Romagna, dall’Umbria, dal Piemonte e dalla Liguria. Abbiamo un problema gigantesco di spopolamento delle aree interne e di dispersione scolastica. Volerci trattare con gli stessi criteri è ingiusto».

Todde respinge anche il richiamo alle indicazioni europee. «Dire che ce lo chiede l’Europa non è accettabile – conclude – abbiamo chiesto criteri speciali per la Sardegna, anche in virtù della nostra autonomia, ma non siamo stati ascoltati».

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