La Nuova Sardegna

Il processo

Seppellì i figli appena nati, era capace di intendere e di volere


	I sigilli all'ingresso della villetta e a destra Chiara Petrolin, accusata di avere ucciso i due figli appena nati
I sigilli all'ingresso della villetta e a destra Chiara Petrolin, accusata di avere ucciso i due figli appena nati

La storia choc di Chiara Petrolini: la perizia esclude che la 22enne accusata di duplice omicidio soffrisse di qualche patologia

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Parma Seppellì i due figli appena partoriti, a distanza di un anno l’uno dall’altro. Quando lo fece, era capace di intendere e di volere. Lo stabilisce la perizia psichiatrica disposta dalla Corte di Assise di Parma su Chiara Petrolini, la 22enne accusata di duplice omicidio. Le perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli non hanno identificato una patologia che possa aver inciso sulla capacità dell'imputata. Chiara Petrolini viene definita nella perizia soggetto immaturo e fragile, per la quale sarebbe opportuno predisporre un percorso di cura non diverso da quelli dedicati ai minorenni.

Il processo nei confronti di Chiara Petrolini è iniziato il 30 giugno. Il primo corpo era stato trovato il 9 agosto del 2024. Il bambino era nato due giorni prima: la mamma lo aveva sepolto in giardino nella villetta di Vignale di Traversetolo, dove abitava con la famiglia, e poco prima di partire in vacanza con i genitori e il fratello. Un mese dopo, i Carabinieri avevano individuato i resti sepolti di un altro bambino. Erano sotto un palmo di terra dal 12 maggio 2023. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, Chiara Petrolini avrebbe fatto tutto da sola, nessuno della famiglia né il suo ex fidanzato erano stati messi al corrente delle gravidanze.

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