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Decreto semplificazioni, dall’Isee automatico alla carta d’identità a vita: tutte le novità per i cittadini

Decreto semplificazioni, dall’Isee automatico alla carta d’identità a vita: tutte le novità per i cittadini

Il provvedimento oggi all’esame del Consiglio intreccia governance europea e misure pratiche. Coinvolti anche i trasporti e gli studenti

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Roma Nel decreto Pnrr e Coesione che arriva oggi, 29 gennaio, sul tavolo del Consiglio dei ministri convivono due piani diversi: da un lato le regole necessarie a chiudere l’ultima fase del Piano nazionale di ripresa e resilienza entro il 2026, dall’altro una serie di interventi destinati a incidere, in modo più immediato, sulla quotidianità dei cittadini. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il peso burocratico mentre l’Italia si avvicina al traguardo del Piano, dopo la revisione approvata a dicembre dalla Commissione Ue.

Il provvedimento serve infatti a dare attuazione alla rimodulazione del Pnrr e a consentire l’utilizzo delle risorse complessive – pari a 194,4 miliardi – anche oltre l’estate. Accanto alle norme su monitoraggio, controlli e governance, trovano spazio misure dal forte valore simbolico, più che da impatto strutturale, pensate per rendere percepibile la semplificazione.

Una delle novità più evidenti riguarda la carta d’identità elettronica: per i cittadini con più di 70 anni la validità viene estesa a 50 anni, diventando di fatto permanente e utilizzabile anche per l’espatrio. Le carte già rilasciate, invece, manterranno una validità superiore ai dieci anni solo sul territorio nazionale e nei rapporti con la pubblica amministrazione. L’intento è ridurre i disagi per una fascia di popolazione più fragile e alleggerire il lavoro degli uffici comunali, pur restando aperte le questioni legate all’evoluzione tecnologica dei sistemi di sicurezza e al quadro normativo europeo.

Sempre sul fronte dei documenti, il decreto apre alla possibilità di una tessera elettorale digitale, destinata a sostituire quella cartacea, spesso soggetta a smarrimenti o all’esaurimento degli spazi per i timbri. Modalità e tempi, però, non sono immediati: servirà un decreto attuativo entro dodici mesi. Fino ad allora, la semplificazione resta una previsione normativa, in attesa di tradursi in operatività.

Tra le misure più concrete c’è l’eliminazione dell’obbligo di conservare per dieci anni le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con il Pos. La relazione illustrativa chiarisce che lo scontrino Pos è una prova di pagamento e non un documento contabile: una razionalizzazione che si inserisce nel percorso già avviato verso la tracciabilità digitale dei pagamenti, senza incidere sui controlli fiscali, che continuano ma con strumenti diversi.

Un passo avanti più incisivo riguarda l’Isee. Il decreto consente a scuole, università, Comuni e altre amministrazioni di acquisire d’ufficio dall’Inps i dati necessari per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate. Per famiglie e studenti significa meno certificati e adempimenti ripetuti; per gli enti pubblici, però, comporta una maggiore responsabilità nella gestione dei flussi informativi, in un contesto in cui risorse e competenze digitali non sempre sono adeguate.

Nel pacchetto trovano spazio anche misure rivolte agli studenti e ai trasporti. Viene prorogato al 31 dicembre 2029 l’incarico del Commissario straordinario per gli alloggi universitari, con l’obiettivo di completare gli studentati in costruzione e garantire per dodici anni canoni calmierati nelle residenze già operative. Un intervento pensato per affrontare l’emergenza abitativa che negli ultimi anni ha inciso sulla mobilità studentesca e sull’attrattività delle città universitarie.

Sul versante delle infrastrutture, il decreto prevede che i costi di rimozione di detriti e liquidi sulle strade siano trasferiti ai responsabili degli incidenti. Più articolato l’intervento sul sistema ferroviario: si apre alla liberalizzazione dei servizi Intercity, avviando una procedura competitiva che riduce il predominio del gruppo Ferrovie dello Stato. Per evitare gare con un solo concorrente, è prevista la creazione di una società pubblica incaricata di acquistare e noleggiare treni e locomotive agli operatori, con una dotazione iniziale di 1,2 miliardi di euro finanziata dal Pnrr.

Nel complesso, il decreto Pnrr e Coesione tenta di tenere insieme velocità di spesa, semplificazione amministrativa e equilibrio politico. Resta da verificare quanto delle misure annunciate riuscirà a tradursi in cambiamenti effettivi, oltre l’effetto immediato di norme pensate per rendere meno farraginosa la vita quotidiana dei cittadini.

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