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Tenuta di Suvignano, alla scoperta dell’emigrazione sarda nel Centro Italia


	Il pubblico presente nella sala della "Legalità"
Il pubblico presente nella sala della "Legalità"

L’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca all’evento conclusivo del progetto “Esci” del Circolo “Peppino Mereu” di Siena

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Monteroni d’Arbia e Murlo (Siena) «A Suvignano, dove oltre la terra si coltiva la legalità, si è vissuto un momento vero e intenso, capace di intrecciare le diverse narrazioni dell’emigrazione sarda e si è avviato un percorso inedito: accanto ai rappresentanti delle istituzioni sarde e toscane erano presenti i pastori, protagonisti del nostro progetto; i presidenti e i soci dei circoli sardi del Centro Italia che lo hanno sostenuto e diversi circoli del Nord, giunti per questa occasione, in cui la legalità è stata declinata nei suoi molteplici aspetti: lealtà, trasparenza, rispetto, condivisione, solidarietà, inclusione, dialogo, sussidiarietà. Un luogo e un tempo in cui la memoria della nostra emigrazione sarda viene narrata e custodita». È con queste parole che Elio Turis, coordinatore del Comitato progetto Esci, Emigrazione sarda nel Centro Italia, ha parlato davanti a oltre 120 rappresentanti dei circoli sardi del centro nord, in particolare della Lombardia, Toscana Umbria e Lazio, arrivati domenica scorsa, 25 gennaio 2026, nello “Spazio della Narrazione" realizzato nella sala della “Legalità” della Tenuta di Suvignano, nelle campagne di Monteroni d’Arbia e Murlo, in provincia di Siena.

Un luogo dal valore altamente simbolico: un bene confiscato alla mafia, il più grande d'Italia, che la Regione Toscana ha messo a disposizione del Circolo sardo “Peppino Mereu” di Siena, presieduto da Dina Meloni, capofila del progetto, come ha ricordato la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop. Il progetto Esci è entrato così a pieno regime, a meno di un anno dall’inaugurazione (il 30 marzo 2025), alla presenza della presidente Regione Sardegna Alessandra Todde e della Regione Toscana Eugenio Giani.

«Sono particolarmente orgogliosa di ricordare che, tra i miei primi atti come assessora del Lavoro, appena tre mesi dopo il mio insediamento, rientra la proposta di delibera di adesione al Progetto “Spazio della narrazione multimediale della emigrazione e della pastorizia sarda nel Centro Italia”» ha sottolineato l’assessora regionale Desirè Manca. «Ho voluto così dare un segno fin da subito del nostro desiderio di aprirci, di confrontarci e di costruire insieme, ma principalmente di operare nella chiara direzione di un impegno per la legalità, per la valorizzazione delle identità locali, la promozione e la centralità della persona e la creazione di reti virtuose. In questo senso, il Progetto Esci ha rappresentato un’esperienza importante di connessione tra istituzioni, associazioni, comunità di emigrati e mondo del lavoro. Ha dimostrato che è possibile costruire percorsi virtuosi capaci di unire identità, inclusione, sviluppo economico e contrasto a ogni forma di marginalità e illegalità».

Domenica scorsa è stata anche l’occasione per presentare il libro “Emigrazione sarda nel Centro Italia”, distribuito nelle biblioteche degli istituti secondari di scuola media superiore della Sardegna, l'ebook, la brochure, i quattro totem touch screen, che raccontano i molteplici aspetti dell'emigrazione pastorale sarda e l'impianto audiovisivo per tutte le esigenze. Uno spazio vivo di condivisione anche con altre associazioni, fra cui Libera.

Non si tratta di un museo o di una mostra ma “di una narrazione”: un progetto fortemente innovativo che consente la scoperta del rapporto fra i pastori sardi e le regioni di arrivo e il loro contributo alla crescita di questi territori, attraverso diversi percorsi, visivi, tattili, sonori, olfattivi, audiovisivi, multimediali, immersivi, dentro le tre sale della legalità, ma anche fuori nel Giardino Sardegna, dove sono state piantumate le essenze tipiche delle campagne sarde. Un progetto che è stato possibile anche e soprattutto grazie alla ricostruzione della memoria storica di tante famiglie, dieci in tutto, che hanno messo a disposizione i loro documenti e le loro foto. Così come preziosa è stata la messa a disposizione dei documenti Isre, l’Istituto superiore regionale etnografico, come testimoniato dal suo presidente Stefano Lavra, e il docufilm "Oltre il mare", del regista Irio Pusceddu, prodotto dal Circolo “Peppino Mereu”.

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