La tragedia di Anguillara, il figlio di Federica Torzullo è rientrato a scuola: l’abbraccio di insegnanti e compagni. E vuole vedere il padre
Il piccolo sa che il papà ha ucciso la mamma e che i nonni non ci sono più. Le indagini: Carlomagno non ha chiamato nessuno la notte del delitto
Anguillara L’inizio della nuova vita, senza la mamma, senza i nonni paterni, senza il papà chiuso in carcere, è rappresentato dall’abbraccio accogliente degli insegnanti e dei compagni di scuola. E’ rientrato al suo posto, al suo banco nell’aula della scuola primaria di Anguillara il figlio di Federica Torzullo, uccisa dal marito Claudo Carlomagno. Un rientro graduale, concordato con i nonni materni Roberta e Massimo – ai quali il bambino è stato affidato temporaneamente – e con la zia materna Stefania e nel quale gli insegnanti avranno un ruolo importante.
Il bambino e il padre
Il bambino sa che la mamma è stata uccisa dal padre, sa anche che non ci sono più i nonni paterni Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, che si sono tolti la vita nella loro villetta di Anguillara, travolti dal peso enorme del femminicidio commesso dal figlio e dal clamore mediatico dell’accaduto, probabilmente anche dai sospetti che si sono adombrati su Pasquale. Il bambino, la vittima innocente di questo orrore, nonostante questo ha chiesto di poter incontrare il padre in carcere. Una richiesta che per ora si esclude che possa essere accolta, proprio per tutelare il piccolo. Al quale il padre Claudio Carlomagno ha scritto una lettera, anche questa non recapitata.
L’inchiesta
Sul fronte giudiziario prosegue l’inchiesta per istigazione al suicidio, in relazione al duplice suicidio dei suoceri di Federica Torzullo, che al momento si concentra sull’odio social: una valanga di commenti nei confronti della coppia che sono stati subito cancellati appena si è diffusa la notizia della loro morte.
E vanno avanti anche gli accertamenti nella villetta dove Federica è stata uccisa e nella sede della ditta dei Carlomagno. E’ emerso che nella notte del 9 gennaio dal telefono di Claudio Carlomagno non sarebbero partite chiamate né messaggi. Nessuna traccia neppure di ricerche sul web prima dell’omicidio, che l’uomo ha collocato alle 6.30 del mattino nella sua confessione. Resta ancora misteriosa l’identità della persona che alle 14.17 del 9 gennaio si trovava in auto con Carlomagno davanti alla villetta. Resta sullo sfondo anche l’ipotesi di un complice, sebbene dalle immagini delle telecamere di sicurezza non risulti l’ingresso di estranei nell’abitazione durante la notte del delitto.
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