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Colf, badanti e baby sitter: contributi più alti con l’inflazione, cosa cambia per le famiglie nel 2026

Colf, badanti e baby sitter: contributi più alti con l’inflazione, cosa cambia per le famiglie nel 2026

Adeguamento Istat e nuove tabelle Inps: rincari medi di tre centesimi l’ora e pagamenti solo digitali

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Roma Nel 2026 aumentano i contributi per colf, badanti e baby sitter. L’adeguamento scatta dal 1° gennaio e tiene conto dell’inflazione fissata dall’Istat, pari all’1,4%. I nuovi valori sono stati ufficializzati dall’Inps con una circolare che indica gli importi da applicare ai versamenti trimestrali, a partire da quelli in scadenza il 10 aprile.

Secondo Assindatcolf, l’incremento medio è di circa tre centesimi di euro all’ora. Rimane invece invariato il contributo di assistenza contrattuale Cassacolf, che continua a essere versato tramite il sistema PagoPA utilizzando il codice F2.

Per calcolare correttamente quanto dovuto, le famiglie devono fare riferimento alle nuove tabelle Inps. Nei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e per un impegno inferiore alle 25 ore settimanali restano tre fasce contributive, differenziate in base alla retribuzione oraria effettiva. Fino a 9,61 euro l’ora il contributo complessivo sale a 1,70 euro, di cui 0,43 euro a carico del lavoratore. Nella fascia intermedia, oltre 9,61 e fino a 11,70 euro, il contributo totale diventa 1,92 euro, con una quota lavoratore di 0,48 euro. Oltre gli 11,70 euro orari, il valore complessivo arriva a 2,34 euro, di cui 0,59 euro a carico del dipendente.

Per le attività lavorative pari o superiori alle 25 ore settimanali è previsto invece un contributo unico: 1,24 euro complessivi, con una quota lavoratore di 0,31 euro. Anche nei contratti a tempo determinato restano tre fasce contributive per i rapporti sotto le 25 ore settimanali, i cui valori aggiornati sono consultabili nelle tabelle allegate alla circolare Inps.

Sul fronte delle scadenze, il settore domestico continua a seguire il calendario dei versamenti trimestrali. La prima data utile del 2025 è fissata al 10 aprile, termine entro il quale dovranno essere pagati i contributi relativi al periodo gennaio-marzo, già calcolati con i nuovi importi.

Cambia infine la modalità di pagamento. Dal 1° gennaio 2026 il sistema diventa esclusivamente digitale: non saranno più inviati bollettini cartacei e i datori di lavoro dovranno accedere al portale dei Pagamenti Inps per stampare gli avvisi PagoPA, effettuare il versamento online e scaricare la ricevuta. È prevista una fase transitoria solo per i datori di lavoro con più di 76 anni, che continueranno a ricevere i PagoPA cartacei per l’intero anno, per agevolare il passaggio al nuovo sistema.

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