Sicilia colpita dal ciclone Harry, Schifani fa trasferire in Sardegna i detenuti al 41-bis
Il governatore ha inserito i trasferimenti nel pacchetto di aiuti per la ricostruzione. Con la possibile nuova distribuzione finirebbero nell’isola 280 boss
Cagliari Detenuti al 41-bis, anche il maltempo gioca a sfavore della Sardegna. Il calendario degli arrivi nell’isola è definito, ma c’è incertezza sul numero totale. Sino a ieri dovevano essere 240, oltre il doppio di quelli già presenti (100), ma il maltempo e forse anche la elevata capacità persuasiva del presidente della Sicilia Renato Schifani ha fatto sì che una piccola quota di detenuti al 41-bis destinata alla Sicilia, esclusi naturalmente gli appartenenti alla criminalità organizzata, sia destinata alla Sardegna, unica isola a ospitarli. I numeri più recenti, tratti dalla relazione annuale sull’amministrazione della giustizia indicano che a novembre 2025, il totale dei detenuti sottoposti al regime speciale era di 726, 10 donne.
I detenuti erano così distribuiti: Cuneo (45), L'Aquila (148, di cui 10 donne), Milano (99), Novara (69), Nuoro (6), Parma (61), Roma Rebibbia (42), Sassari (88), Spoleto (79), Terni (28), Tolmezzo (17) e Viterbo (43). I detenuti erano così classificati: Camorra (229), 'Ndrangheta (206), Cosa Nostra (197), Mafia siciliana (29), Sacra Corona Unita (18), Mafia pugliese (32), Stidda (5), Mafia lucana (3), Altre Mafie (2) e Terrorismo (5). Esclusa la Sicilia, in Sardegna ne dovrebbero arrivare oltre 280, pari al 39 per cento del totale.
L’ordine di arrivo dovrebbe essere il seguente: prima Uta, poi Sassari e da ultimo Nuoro. Il confronto politico, in attesa del dibattito previsto in Consiglio Regionale, su come contrastare le scelte del governo, prosegue. Al deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, che ha annunciato la presentazione di una leggina che elimina la preferenza delle isole per la detenzione al 41-bis, replica il senatore Dem Marco Meloni.
«Sono contento che pur con un certo ritardo il collega Pittalis si sia reso conto della gravità del problema. Ad agosto del 2025 ho presentato al Senato una legge che abolisce le stesse parole (cinque, ndr) che Pittalis ora vuol cassare. La mia proposta è stata assegnata alla commissione giustizia del Senato il 13 gennaio, spero che il percorso parlamentare cominci da qui. Pittalis a settembre disse di aver parlato col ministero e che non sarebbe accaduto nulla, a dicembre aggiunse che non si doveva fare allarmismo, adesso dice che il governo ci vuol riempire di detenuti al 41-bis. Mi piacerebbe che dicesse “ho sbagliato”, ma non importa, è più importante che spieghi ai sardi che la responsabilità di questa scelta scellerata è del governo, del ministro Nordio e della maggioranza che lo sostiene, Forza Italia compresa. E che si impegni per impedire questo scempio, e per far approvare la nostra proposta di legge, che ora ha presentato anche lui».
Meloni aggiunge che «la misura che vogliamo abolire è stata introdotta in uno dei tanti “pacchetti sicurezza”, dal governo Berlusconi nel 2009. Fu votata da tutti i parlamentari sardi del centrodestra». Anche per Meloni i fatti costituzionalmente nuovi, l’introduzione nella Costituzione all’articolo 119 del principio di insularità da superare «vanno in direzione opposta al disegno del governo di inviare qui i detenuti al 41-bis». Secondo il senatore Dem la responsabilità di questa scelta non è del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma del ministro, e della premier Meloni.
«Abbiamo più volte chiesto conto a Nordio dell’operato del Dap, la stessa presidente Todde lo ha chiesto – invano – alla premier. Di certo se il governo non impedisce l’arrivo in massa, a questo punto quasi in esclusiva dei detenuti al 41-bis, ne è totalmente responsabile. Sulla nostra proposta c’è anche il sostegno del M5S: ora chiediamo ai gruppi di maggioranza, e ai colleghi sardi, di approvare la nostra proposta e ancor prima di impedire questo passo. Sta al governo decidere. Dobbiamo operare con tutte le nostre forze per fermare questa invasione. Se invece avverrà questo trasferimento dei peggiori criminali d’Italia nella nostra isola, certo i sardi non dimenticheranno chi ci avrà trasformato in una grande Caienna». (gcen)
