La Nuova Sardegna

Lo scontro

Egas, ricorso contro Albieri: «La sua presidenza è illegittima»

di Giuseppe Centore
Egas, ricorso contro Albieri: «La sua presidenza è illegittima»

I sindaci di Sarule e Padru si sono rivolti al Tar. Attesa per la nomina di direttore generale: c’è un favorito

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Cagliari Due sindaci componenti il comitato istituzionale d’ambito di Egas, l’ente regolatore del servizio idrico integrato, affidato ad Abbanoa, Maurizio Sirca di Sarule e Antonello Idini di Padru, hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la contestata elezione di Fabio Albieri alla carica di presidente.

La vicenda

Albieri, sindaco di Calangianus, ex Pd e ora dirigente provinciale di Sardegna al Centro 20Venti, era stato eletto lo scorso 4 dicembre, senza il voto a favore dei sei sindaci del centro sinistra, ma con l’ok dei sindaci del centrodestra e della presidente Todde. La scelta di dichiarare eletto Albieri nonostante non avesse avuto i voti della maggioranza degli aventi diritto (dieci sindaci più Todde) ha fatto ritenere al Pd, che aveva avuto un fortissimo scontro politico con la presidente «illegittima» la nomina. La settimana successiva la stessa Todde a verbale aveva dichiarato di voler ritenere il voto «valido ma condizionato alla presentazione del bilancio consuntivo di Egas al 30 aprile del prossimo anno», lasciando intendere che Albieri è un presidente a tempo. Anche il sindaco di Gonnesa, e dirigente Pd Pietro Cocco, componente il Comitato, è formalmente intervenuto, ribadendo di non considerare legittima e valida la votazione, pur prendendo atto del voto e del fatto che lo stesso Albieri «ha preso l’impegno in questa direzione», (i.e. il mandato a tempo).

Il ricorso al  Tar

Nell’incertezza i sindaci, naturalmente con il sostegno dei vertici del loro partito, il Pd, hanno presentato ricorso al Tar contro la nomina di Albieri. «Una polizza assicurativa», questa la originale definizione dell’atto. Nel documento si ripercorrono i passaggi che hanno portato alla riconferma di Albieri, si cita in positivo la elevata capacità di mediazione della presidente Todde che ha cercato sino all’ultimo di arrivare a una nomina unitaria e condivisa da tutti i sindaci, ma si ritiene l’elezione viziata all’origine, proprio per l’assenza di numero sufficiente di voti a favore, meno della metà degli aventi diritto. Una elezione definita «illegittima». Il ricorso non avrà una procedura d’urgenza perché questa non è stata chiesta. «Se Albieri rispetterà la parola data – è il senso della posizione dei sindaci ricorrenti – e si dimetterà alla presentazione del bilancio consuntivo al 30 aprile, il ricorso cadrà, ma se volesse forzare la mano, andremo avanti».

La scelta del direttore generale

La presidenza di Egas si intreccia con la scelta del futuro direttore generale, ruolo chiave dell’ente, visto che l’attuale, Maurizio Meloni è in scadenza e non sembra godere della fiducia assoluta della presidente Todde. La manifestazione di interesse aperta dalla Regione tramite avviso pubblico, è scaduta il 27 gennaio. Tra i partecipanti diversi dirigenti regionali, anche interni alla struttura, e altri provenienti dalla penisola. Uno dei nomi dal curriculum più autorevole viene dalla Toscana. Si tratta di Andrea Cappelli, dirigente dell’area pianificazione e controllo dell’autorità idrica della Toscana. Sarebbe questo il nome su cui punterebbe la presidente Todde per guidare Egas nel prossimo triennio. Anche questo nome, naturalmente, rientra nella partita di nomine che dalla Sanità si dipana per altri nodi di responsabilità in Regione, ancora aperta tra la presidente e il Pd. In questo caso il nome di Cappelli verrebbe visto con favore da entrambi gli alleati/contendenti. Sullo sfondo il ruolo che la Regione dovrà avere in Abbanoa, sia dal punto di vista societario che per il futuro delle sue quote azionarie. Fonti regionali confermano prossimi interlocutori incontri con il vero arbitro dell’operazione: la Commissione Europea.

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