Non solo Bocchini, quando i cognomi curiosi imbarazzano o fanno sorridere
Il caso di Rimini non è l’unico in Italia
I cognomi curiosi e in alcuni casi grotteschi possono causare disagio in chi li porta o possono essere motivo di ilarità o scherno in alcuni contesti della vita: dalla scuola al lavoro passando per gli ambienti sportivi. Ma non è sempre così: in certi casi c’è chi vive la propria situazione inconsueta tra leggerezza e risate.
Ci sono dei cognomi che possono generare reazioni diverse come quelli che richiamano a gesti “violenti” come Ammazzalorso e Scannavacca o di altri che hanno assonanza con termini del lessico volgare contemporaneo: Mastronzo, Troia, Scopa o Culasso.
Il caso Bocchini
È stato protagonista in queste ore il caso dei tre fratelli di Rimini che hanno cambiato il loro cognome da “Bocchini” a “Muratori” perché poteva essere motivo di facile ironia e causare disagio. La richiesta è partita dal secondogenito e si è poi estesa agli altri due di cui uno minorenne che ha avuto bisogno dell’approvazione dei genitori. L’epopea dei tre giovani si è conclusa dopo 4 anni di controversie burocratiche.
Tra Carnevale e favole
Tra i cognomi più simpatici in Italia ci sono quelli legati al Carnevale come Arlecchino, Pantalone o Pulcinella oppure alle favole per bambini come Bambi, Mammolo o Cucciolo. Un cognome, anche se insolito, può diventare un tratto distintivo unico e portare a una forma di autoironia che unisce le persone invece di isolarle.
Cognomi composti
Ce ne sono poi altri che possono far sorridere come Buttacavoli, Mezzasalma, Senzaquattrini, Saltamerenda.
Cosa dice la legge
La legge stabilisce delle regole per poter sostituire il proprio nome di famiglia. È necessario fare una richiesta scritta alla prefettura della provincia del luogo di residenza o di quello nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello stato civile dove si trova l’atto di nascita al quale la richiesta si riferisce. È possibile farlo solo nei casi in cui sia ridicolo, vergognoso o perché rivela l’origine naturale, ad esempio il cognome «Trovato» per un bambino di cui non si conosce l’identità dei genitori. Se il prefetto, una volta informatosi sulla richiesta, la ritenga meritevole autorizza con suo decreto l’affissione all’albo pretorio del comune di nascita e di attuale residenza un avviso contenente il sunto della domanda e passati 30 giorni senza che nessuno abbia fatto opposizione, autorizza la sostituzione del cognome.
