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Lo stipendio base negli annunci di lavoro diventa obbligatorio – ecco da quando e perché

Lo stipendio base negli annunci di lavoro diventa obbligatorio – ecco da quando e perché

La misura impone alle aziende di comunicare fin dall’inizio la retribuzione prevista

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Lo stipendio dovrà essere indicato negli annunci di lavoro. Il 5 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto che recepisce in Italia la direttiva europea sulla parità salariale, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e ridurre il gender pay gap.

La misura impone alle aziende di rendere nota fin dall’inizio la retribuzione prevista – o almeno un range salariale – per le posizioni aperte. Una novità potenzialmente rivoluzionaria, la cui efficacia dipenderà però da come sarà scritta e applicata.

Annunci più chiari, stop alle formule vaghe

Secondo gli esperti dell’Osservatorio Stato del Lavoro, che collabora con il think tank Tortuga, l’obbligo rischia di rimanere inefficace senza regole stringenti. Oggi molti annunci riportano forchette ampie e poco realistiche, o formule generiche come “RAL da definire” o “in linea con il mercato”. La proposta è quella di imporre range retributivi realistici e limitati, informazioni verificabili e comparabili e l’indicazione obbligatoria del contratto collettivo applicato, specificando se sia firmato da organizzazioni rappresentative, così da evitare il ricorso ai cosiddetti contratti “pirata”.

Il passaggio parlamentare

La ministra del Lavoro Marina Calderone ha dichiarato che il testo potrà essere arricchito durante il passaggio parlamentare e nel confronto con le parti sociali. Proprio questa fase sarà decisiva per evitare che la riforma si trasformi in un’ennesima occasione mancata. L’obiettivo dichiarato è chiaro: trasformare la direttiva europea in una vera rivoluzione salariale italiana. Ma perché accada, serviranno regole precise e un’applicazione efficace.

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