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La curiosità

San Valentino in Sardegna: dalla cascata di Sadali all’amore proibito fra un prete e una monaca

di Ilenia Mura
San Valentino in Sardegna: dalla cascata di Sadali all’amore proibito fra un prete e una monaca

Storia e leggenda s’intrecciano nel giorno dedicato agli innamorati e non solo

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Cagliari Forse non tutti sanno che a Sadali c’è una piccola chiesa dedicata al protettore degli innamorati. Sapevate poi che San Valentino, in Sardegna, porta il nome di su santu coiadori, ossia il santo che sposa? Nell’isola (sotto un meraviglioso cielo stellato) si può perfino ammirare ciò che resta di un grande, perduto, amore (proibito): narra la storia fra due compaesani del Sulcis, condannati per l’eternità perché avrebbero osato innamorarsi –  perdutamente –  l’uno dell’altra.

La leggenda racconta la storia d’amore fra un prete e una monaca, una delle più affascinanti, quando si parla della festa di San Valentino in Sardegna. Un amore che fu condannato dalla divinità, perché considerato proibito. Così fu per i due innamorati trasformati in menhir (su Para e sa Mongia) quando decisero di svestire i loro panni ecclesiastici per rifugiarsi sulla loro isola di provenienza, Sant’Antioco, per vivere il loro amore.

I due menhir si trovano in un sito archeologico poco distante dall’istmo, e dunque dal ponte che collega l’isola alla terraferma, in località santa Caterina. Secondo gli archeologi non è escluso che nella zona fosse presente un villaggio, riconducibile alla cultura di Ozieri (tra il 3200 e il 2800 a.C.).

Sadali In Sardegna, nel piccolo paese medioevale della Barbagia di Seulo, a trecento metri d’altezza, fra numerose sorgenti, c’è anche l’omonima (e famosa) cascata di San Valentino. Qui, in uno dei borghi più belli d’Italia, dove passa il Trenino Verde, il patrono viene festeggiato il 14 febbraio, l’8 maggio e il 6 ottobre. La devozione per il Santo prende origine da una leggenda che questa volta narra di un uomo intento a vagare con una statuina del santo fra le mani. Esausto si fermò a Sadali, poggiò la statua proprio di fronte alla cascata, dove si riposò dopo essersi rinfrescato. Quando però decise di riprendere il cammino, non riuscì a sollevare la statua. Fu così che gli abitanti del paese decisero di custodire il simulacro, erigendo un tempio in onore al santo.

Ecco perché non è raro che per San Valentino, gli innamorati si rechino a Sadali per chiedere la benedizione al loro amore. Ma nel giorno più romantico dell’anno, sono soprattutto i single a trasformarsi in pellegrini per chiedere al santo la grazia di incontrare l’anima gemella.
Secondo la tradizione chi scuote per tre volte la statua piccola del Santo ha buone probabilità di sposarsi. Un’altra antica tradizione consiste invece nel bagnare la statua nell’acqua della cascata durante i periodi di siccità per propiziare la pioggia. 

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