Cardiologia, primo impianto di pacemaker senza fili per via giugulare in Sardegna: «Più rapido e sicuro» – ecco dove
Innovazione nel reparto, la dottoressa Maria Valeria Demontis: «Dall’ecografia avanzata all’impiantistica di ultima generazione»
San Gavino All’ospedale Nostra Signora di Bonaria eseguito il primo impianto in Sardegna di pacemaker senza fili per via giugulare. Il reparto di cardiologia diretto dalla dottoressa Maria Valeria Demontis prosegue nel percorso tracciato già dal 2016 dal dottor Gianfranco Delogu, recentemente andato in pensione, ha iniziato l’anno con alcune innovative procedure di cardiostimolazione.
In particolare, è stato eseguito il primo impianto in Sardegna di pacemaker leadless (senza fili) non col classico approccio venoso dall’inguine ma tramite vena giugulare destra. Questa tecnica risulta oggi appannaggio di alcuni centri ospedalieri d’élite in Europa, ma sta progressivamente prendendo piede anche in Italia. L’acquisizione di un accesso venoso tramite le vene del collo – spiegano nel reparto di cardiologia dell’ospedale di San Gavino – presenta notevoli vantaggi come la minore durata dell’intervento e dell’esposizione radiologica, una percentuale di complicanze fino a cinque volte inferiori rispetto all’approccio femorale e dei tempi di recupero del paziente molto brevi.
«La nostra idea è e sarà sempre quella di lavorare per portare ai nostri pazienti i migliori standard qualitativi in ogni metodica», commenta la dottoressa Demontis.
«L’introduzione di modalità d’impianto più rapide e sicure per dei dispositivi che sono dei gioielli di tecnologia favorisce l’utilizzo di questi anche in pazienti fragili e con scarso patrimonio vascolare a livello femorale, via tradizionalmente utilizzata negli anni passati ma gravata di un rischio di complicanze superiore» – sostiene il dottor Roberto Floris, aritmologo interventista - «Questa tecnica necessita di un accesso venoso giugulare ecoguidato e permette una minore invasività, inoltre il paziente potrà assumere la posizione seduta appena dopo l’impianto e mobilizzarsi dopo solo poche ore, cosa assolutamente impossibile con l’approccio da vena femorale». Questa innovazione nella cardiologia del Nostra Signora di Bonaria si affianca agli ulteriori progressi raggiunti dal reparto sangavinese come lo sviluppo di un servizio di un controllo remoto per i dispositivi impiantabili con oltre 1000 pazienti seguiti direttamente a domicilio, l’ampliamento dell’ambulatorio sincope con l’introduzione del tilt testing e di quello ecocardiografico con l’avvio della letto ergometria, standard ormai di riferimento nell’ecografia da sforzo.
La dottoressa Maria Valeria Demontis commenta con orgoglio i passi avanti effettuati con queste recenti introduzioni: «Dall’ecografia avanzata all’impiantistica di ultima generazione per arrivare a interessare tutti i settori dell’assistenza cardiologica il lavoro tracciato negli anni passati va avanti, grazie soprattutto a una squadra di operatori giovani e un’equipe infermieristica e Oss di altissimo livello e di grande disponibilità».
