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Trent’anni di incendi in Sardegna: la maggior parte è dolosa – Tutte le cause e i numeri

di Redazione web
Trent’anni di incendi in Sardegna: la maggior parte è dolosa  – Tutte le cause e i numeri

L’analisi dettagliata del Corpo forestale e di vigilanza ambientale analizza il fenomeno che devasta l’isola

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Sassari In Sardegna gli incendi non scoppiano per caso. I dati raccolti dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale raccontano un fenomeno che ha cause precise e ricorrenti. Il campione analizzato comprende 14.231 incendi investigati dal 1994 a oggi, selezionati tra quelli più gravi, seriali o per i quali è stato possibile svolgere un accertamento approfondito.

Il peso del dolo e della colpa

Dentro questo perimetro, il dato strutturale è netto: il dolo prevale sulla colpa. In trent’anni gli incendi di origine dolosa accertata sono 9.738, contro 2.319 di natura colposa. Anche restringendo lo sguardo agli ultimi cinque anni, il rapporto resta sbilanciato: 619 incendi dolosi a fronte di 299 colposi.

Gli incendi colposi

Quando l’incendio è colposo, le cause sono ripetitive e ben riconoscibili. Nel quinquennio più recente, oltre il 35% dei casi definiti è legato all’uso di apparecchi meccanici, a fiamma o elettrici. Subito dopo compaiono gli abbruciamenti abusivi di stoppie e residui vegetali, che incidono per circa il 30%. Più distaccate le altre cause: fuochi non bonificati o lasciati incustoditi e presunte carenze di manutenzione di elettrodotti e linee elettriche. È il fronte della negligenza, dove il fuoco nasce da pratiche vietate o gestite senza le dovute precauzioni.

Il dolo: il fuoco come strumento

Sul versante doloso, il fuoco diventa invece uno strumento. Negli ultimi cinque anni, tra le cause definite, la quota principale – circa il 30% – è legata a conflitti e vendette connesse al pascolo e ai rapporti tra allevatori e pubblica amministrazione. Seguono la piromania, che pesa per il 20%, e una serie di incendi appiccati con finalità precise: creare allarme nel sistema antincendi (13%), favorire l’apertura o il rinnovo dei pascoli (13%), ripulire terreni agricoli (7%).

Cause investigative e vuoti di movente

Il Corpo forestale chiarisce che la causa attribuita è di natura investigativa, basata su indizi e prove, e non coincide necessariamente con l’esito giudiziario. Per questo una parte rilevante degli incendi dolosi resta classificata come a causa specifica indefinita: il dolo è accertato, ma il movente non viene ricostruito con certezza.

L’andamento nel tempo

Nel tempo, i grafici mostrano una diminuzione più marcata degli incendi dolosi, mentre quelli colposi restano sostanzialmente stabili. Secondo il report, il calo delle comunicazioni di reato per il dolo è dovuto in larga parte proprio alla riduzione dei casi con causa dolosa indefinita, non a una scomparsa del fenomeno.

Più personale e tecnologia

Il Corpo forestale segnala la necessità di rafforzare prevenzione e capacità di accertamento, anche alla luce della riduzione degli organici e delle nuove prassi delle Procure. Tra le proposte: videosorveglianza con lettura targhe nelle aree a rischio, uso sistematico di immagini satellitari ad alta risoluzione, interventi normativi mirati, educazione e comunicazione, e condizionalità sugli incentivi agricoli e forestali. L’obiettivo è ridurre gli inneschi ricorrenti e colmare quel vuoto investigativo che ancora oggi consente a molti incendi dolosi di restare senza un movente certo.

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