Emigrazione senza fine, il 10% dei sardi vive all'estero: tutti i numeri del fenomeno
Gli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero sono più dell’attuale popolazione di Sassari
Sassari Se i sardi residenti all'estero tornassero nell’isola occupando un unico centro urbano, darebbero vita alla seconda città più popolata della Sardegna.
Con 133.256 iscritti all'Aire (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero), la comunità sarda nel mondo ha ormai superato di diecimila unità la popolazione residente di Sassari (120.254 abitanti). Questa città virtuale rappresenta l’8,5% della popolazione residente in Sardegna, un’incidenza che, sebbene inferiore alla media nazionale (10,9%), assume proporzioni enormi soprattutto nei Comuni più piccoli. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto italiani nel mondo realizzato dalla Fondazione Migrantes.
Lo studio mostra prima di tutto un dato significativo che distingue la Sardegna dalle altre Regioni italiane: mentre a livello nazionale il 41,3% degli iscritti Aire lo è per nascita (cioè sono discendenti di emigrati), tra i sardi questa quota scende drasticamente al 30,6%. Una differenza di oltre dieci punti percentuali che mostra come la Sardegna non stia ereditando emigrati, ma continua a veder partire i propri cittadini. Questo fenomeno è ancora più evidente nella Provincia di Cagliari, dove i nati all’estero sono appena il 18,6%, il valore più basso dell'intera regione. Al contrario, le province di Oristano (39,7%) e Nuoro (39,1%) conservano tracce di una migrazione più datata e consolidata nelle generazioni.
La geografia dei sardi nel mondo è quasi interamente contenuta entro i confini del vecchio continente: l’86% vive in Europa. Si tratta di una scelta molto più marcata rispetto alla media nazionale, dove l'attrazione verso le Americhe resta forte (41,1%). Per i sardi, l’America Centro-Meridionale ospita solo il 7,6% degli iscritti, con l’Argentina che si ferma al 3,8% (5.019 persone), ben lontano dal 15,4% registrato su base nazionale.
Le rotte sarde preferiscono il cuore produttivo dell’Unione Europea. Le prime quattro nazioni di destinazione — Germania (25,8%), Francia (16,9%), Regno Unito (10,6%) e Belgio (10,2%) — accolgono da sole oltre 84mila persone. Emerge poi un caso unico: i Paesi Bassi.
Con 7.163 residenti, l’Olanda è la sesta meta preferita dai sardi (5,4%), mentre nella classifica nazionale scivola al 15° posto con appena l'1,1%. L’identikit di chi vive fuori non corrisponde a quello di un giovane alla prima esperienza. La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 35 e i 49 anni (25,8%), seguita dai giovani tra i 18 e i 34 anni (22,9%).
È una migrazione nel pieno della maturità lavorativa. Se analizziamo la provincia di Cagliari, la concentrazione nella fascia 35-49 anni sale addirittura al 28,7%.
Non si tratta di flussi passeggeri: i dati sull'anzianità di iscrizione rivelano che 93.367 sardi (circa il 70%) risiedono all’estero da oltre 10 anni, mentre nell'ultimo anno le nuove iscrizioni sono state 5.690. In termini assoluti, sono ovviamente i grandi centri a guidare le partenze: Cagliari conta 9.696 iscritti, seguita da Sassari (5.835) e Quartu Sant’Elena (3.838). Tuttavia, è nei piccoli comuni che si legge il vero impatto demografico.
Il record spetta a Bidonì, dove l’incidenza dell’emigrazione è del 96,6% (113 iscritti Aire a fronte di 117 residenti). Seguono Sindia (64,4%) e Senis (64,3%), centri i dove la comunità residente all'estero ha ormai quasi raggiunto o superato i due terzi di quella che invece è rimasta nell’isola. Complessivamente, tra le province, il Sud Sardegna detiene il primato per numero totale di iscritti (35.010), tallonato da Sassari (34.479).
Tutti questi dati confermano che la Sardegna, pur mantenendo un’incidenza inferiore a realtà come il Molise (35,4%) o la Basilicata (28,8%), continua ad avere un livello di mobilità, soprattutto verso l’Europa, costante e duratura. Una grande comunità che mantiene sempre un forte contatto con la terra d’origine, anche quando si tratta di persone nate all’estero, lo dimostrano i tanti circoli di sardi e le numerose attività che svolgono in ogni parte del mondo legate alle tradizioni dell’isola.
