Medio Oriente in guerra, Todde: «Temo bollette più care, in Sardegna investito 1 miliardo sulle energie rinnovabili»
La presidente della Regione ospite nel salotto di Floris “Di Martedì”: «Aiuteremo le famiglie, non gli speculatori»
Sassari Una serie di interventi sui temi di strettissima attualità. La presidente della Regione, Alessandra Todde, era ospite di Giovanni Floris a Di Martedì. Il primo passaggio ha riguardato la guerra: «Siamo uno stato ininfluente, subordinato, che non conta nulla. Sono preoccupata per i connazionali e i concittadini che sono bloccati negli Emirati Arabi e che si sono trovati coinvolti in un conflitto che non aspettavano. Aggiungo un pensiero ai militari della Brigata Sassari, impegnata in Libano in un contesto complicato. Chiudo dicendo che è importante capire come il diritto internazionale sia stato cancellato: oggi si esporta la democrazia cercando il petrolio».
Il secondo passaggio ha toccato i temi dell’energia: «Sembra che non abbiamo imparato nulla dalla crisi energetica scoppiata dopo la guerra in Ucraina. Prima importavamo il gas dalla Russia, adesso ne importiamo il 45% dagli Usa». La previsioni sul futuro prossimo non sono rassicuranti: «Avremo sicuramente un innalzamento delle bollette legato ai costi delle materia prima che noi non produciamo, e che dobbiamo importare. In Sardegna mi sono preoccupata da tempo di differenziare il mix energetico investendo un miliardo sulle energie rinnovabili, non per la speculazione dei gruppi energetici ma per l’auto produzione che aiuterà le bollette delle famiglie».
Impossibile non fare un passaggio sulla legge elettorale: «Il sistema proporzionale con listini bloccati suol dire che Meloni cerca di mantenere il potere anche al prossimo turno. Cito il costituzionalista Michele Ainis che ha detto che questa legge elettorale si potrebbe chiamare Mussolium invece che Stabilicum. Lo dico perché con il premio di maggioranza previsto, potrebbero eleggere il presidente della Repubblica senza considerare le altre forze politiche».
Il tema della pressione fiscale, secondo Todde, può essere sintetizzato così: «Purtroppo viviamo una situazione che vede l’industria ferma e la pressione fiscale che ha raggiunto il 43,1%. Come presidente cerco ogni leva, inclusi i fondi europei, per cercare di rilanciare l’economia e quindi fare investimenti che possano produrre salari e un contesto vivibile. Infatti abbiamo portato in consiglio regionale, prima firma del Movimento cinque stelle, la proposta di salario minimo. Investiamo su quello che interessa realmente i cittadini, sui temi reali. Temi legati alla sanità, ai trasporti, abbiamo varato recentemente il nostro modello di continuità territoriale aerea. Anche lei, Floris, potrà tornare in Sardegna con un tariffa calmierata», ha concluso la presidente.
