La Nuova Sardegna

Mondo

Rapina una gioielleria con un muletto poi scappa cavalcando un asino: arrestato

Rapina una gioielleria con un muletto poi scappa cavalcando un asino: arrestato

La giustificazione del 26enne: «Ero ubriaco e mi servivano soldi»

2 MINUTI DI LETTURA





Non è la trama di una commedia, ma quanto accaduto nei giorni scorsi nel cuore dell’Anatolia, in Turchia. A Kayseri un giovane di 26 anni è stato arrestato dopo aver messo a segno una rapina tanto violenta quanto bizzarra: prima ha forzato l’ingresso di una gioielleria con un carrello elevatore, poi si è allontanato con estrema tranquillità cavalcando un asino. Il fatto è accaduto a metà febbraio ma è stato reso noto solo qualche giorno dopo.

L’irruzione con il muletto

Secondo la ricostruzione diffusa dai media locali, l’uomo avrebbe individuato il negozio come obiettivo improvvisato. Nei filmati delle telecamere di sorveglianza, poi circolati anche sui social, si vede il 26enne appropriarsi di un carrello elevatore parcheggiato poco distante. Con il mezzo solleva con forza la serranda dell’attività commerciale, creando un varco sufficiente per entrare.

Una volta all’interno, arraffa diversi preziosi – tra cui orologi, anelli e collane in oro – per un peso complessivo di circa 150 grammi. L’azione dura pochi minuti, il tempo necessario per raccogliere il bottino e dileguarsi.

La fuga

È qui che la vicenda assume contorni surreali. Terminato il colpo, il giovane non utilizza un’auto né una moto per allontanarsi. Ad attenderlo c’è un asino, con il quale percorre le strade della città senza apparente fretta. Proprio questa scena, ripresa dalle videocamere, ha attirato l’attenzione degli investigatori, facilitandone l’identificazione. Le immagini si sono rivelate decisive: la polizia è riuscita a risalire rapidamente al responsabile e a bloccarlo poco dopo.

Il racconto agli agenti

Davanti agli inquirenti, il 26enne avrebbe fornito una versione dei fatti singolare. «Ero ubriaco», avrebbe dichiarato, spiegando di essersi recato in centro con l’asino per acquistare altro alcol. Trovando chiuso il negozio di bevande, avrebbe notato il carrello elevatore lasciato incustodito, con i cavi esposti, decidendo di metterlo in moto. L’intenzione iniziale, secondo il suo racconto, sarebbe stata quella di spostarsi verso un altro esercizio commerciale. Ma passando davanti alla gioielleria, avrebbe pensato alle difficoltà economiche che stava attraversando e scelto di entrare in azione.

Il bottino nascosto nel fienile

Dopo l’arresto, il giovane ha indicato agli agenti il luogo dove aveva occultato la refurtiva: un fienile poco distante, proprio accanto all’animale utilizzato per la fuga. I gioielli sono stati recuperati e restituiti al legittimo proprietario. Resta l’eco di una rapina che, per modalità e finale, difficilmente verrà dimenticata a Kayseri: un colpo improvvisato, un muletto usato come ariete e una fuga a dorso d’asino che ha trasformato un grave episodio di cronaca in una vicenda dai contorni quasi grotteschi.

Primo Piano
Serie C

Torres-Guidonia, Di Stefano sfiora il tris: 2-0 – LA DIRETTA

di Antonello Palmas
Le nostre iniziative