Dubai blocca l’exchange KuCoin: stop immediato alle attività crypto senza licenza – Cosa succede ora
L’autorità Vara ordina la sospensione dei servizi e avverte gli utenti sui rischi. Pressioni regolatorie anche in Europa, Canada e Stati Uniti
Dubai L’autorità che regola il mercato delle criptovalute a Dubai ha ordinato all’exchange KuCoin di interrompere immediatamente ogni attività legata agli asset digitali nell’emirato.
La decisione è stata presa dalla Virtual Assets Regulatory Authority (Vara), che ha stabilito che la piattaforma non possiede l’autorizzazione necessaria per operare nel territorio o offrire servizi ai residenti.
Secondo il comunicato diffuso il 5 marzo, l’exchange e alcune società collegate avrebbero fornito servizi crypto senza la licenza prevista dalla normativa locale.
Le società coinvolte
Nel provvedimento vengono citate quattro entità legate al marchio KuCoin:
- Phoenixfin Pte Ltd
- MEK Global Limited
- Peken Global Limited
- KuCoin Exchange EU GmbH
Queste società, che promuovono servizi tramite il marchio KuCoin e il sito KuCoin.com, sono accusate di svolgere attività senza autorizzazione e sono state obbligate a interrompere ogni operazione rivolta agli utenti di Dubai.
Il provvedimento vieta anche qualsiasi attività di promozione, pubblicità o ricerca di clienti collegata alla piattaforma.
Le regole per operare nel mercato crypto
Le norme locali stabiliscono che tutti i fornitori di servizi legati agli asset virtuali debbano ottenere una licenza ufficiale.
Il riferimento è alla Legge di Dubai n. 4 del 2022 e alla Risoluzione del Consiglio dei ministri n. 111/2022, che regolano il settore delle criptovalute negli Emirati Arabi Uniti.
Secondo VARA, KuCoin non ha mai ottenuto tale autorizzazione. Di conseguenza qualsiasi attività di trading o offerta di servizi crypto nell’emirato viene considerata una violazione delle regole vigenti.
I rischi per gli utenti
L’autorità ha invitato investitori e utenti a non utilizzare la piattaforma per operazioni legate agli asset digitali.
In particolare, il regolatore ha spiegato che le persone che utilizzano operatori non autorizzati non possono beneficiare dei sistemi di tutela e dei meccanismi di risoluzione delle controversie disponibili per gli exchange regolarmente registrati, come ad esempio Binance o Coinbase.
VARA ha inoltre avvertito che continuare a operare con piattaforme non conformi può esporre gli utenti sia a rischi finanziari sia a possibili conseguenze legali.
Per i clienti presenti a Dubai l’indicazione è di interrompere operazioni di trading, depositi e qualsiasi utilizzo della piattaforma.
Controlli sempre più severi negli Emirati
L’intervento rientra in una più ampia attività di controllo sul settore delle criptovalute negli Emirati Arabi Uniti.
Nel corso del 2025 Vara ha sanzionato 19 società non autorizzate, con multe comprese tra 100.000 e 600.000 dirham (tra i 25mila e i 150mila euro).
Le norme sono state ulteriormente rafforzate con il Decreto federale n. 6 del 2025, che prevede sanzioni fino a 500 milioni di dirham (125 milioni di euro) e anche pene detentive per chi svolge attività finanziarie senza autorizzazione.
Pressioni regolatorie in diversi Paesi
Il caso di Dubai si inserisce in un contesto di crescente attenzione da parte delle autorità di vari Paesi nei confronti di KuCoin.
Negli Stati Uniti, nel gennaio 2025, l’exchange ha ammesso violazioni legate alle norme antiriciclaggio, pagando circa 297 milioni di dollari di multa e accettando di sospendere le attività nel mercato americano per almeno due anni.
Nel 2025 anche l’autorità canadese Fintrac ha inflitto una sanzione di 19,6 milioni di dollari canadesi per irregolarità legate alla registrazione.
Più recentemente, nel febbraio 2026, il regolatore finanziario dell’Austria ha vietato alla filiale europea della società di acquisire nuovi clienti.
Il contesto dell’exchange
KuCoin è una piattaforma globale di criptovalute fondata nel 2017. Offre servizi di trading, strumenti derivati, staking e prestiti in criptovalute a milioni di utenti in tutto il mondo.
Dal gennaio 2025 l’azienda è guidata dal nuovo amministratore delegato BC Wong, che ha annunciato una strategia orientata al rafforzamento delle procedure di conformità normativa.
Le recenti decisioni delle autorità di diversi Paesi indicano tuttavia che il percorso verso un adeguamento completo alle regolamentazioni internazionali resta ancora complesso.
