Scippano l’orologio di lusso al principe del Bahrein, gli autori chiedono scusa e offrono un risarcimento di 3mila euro – I nomi
Tre giovani erano accusati di due colpi messi a segno a Porto Cervo
Porto Cervo Hanno patteggiato tre anni di reclusione e, dopo la revoca della misura custodiale disposta dal giudice del Tribunale di Tempio su richiesta della difesa, sono tornati in libertà. Amine Zeguir, 34 anni, di origine algerina e residente a Barcellona, Zakaria Elhdriaslh, 27 anni, residente in Spagna, e Salim Hadad, 29 anni, di Marsiglia, erano accusati di essere gli autori di alcuni degli scippi di orologi di lusso messi a segno la scorsa estate a Porto Cervo. Nel mirino dei presunti scippatori anche un ricchissimo membro della famiglia regnante del Bahrein, a cui i tre hanno poi inviato una lettera di scuse e offerto un risarcimento di 3mila euro, mentre l’orologio scippato, un Patek Philippe, di euro ne valeva invece 40mila.
Tutti e tre gli imputati, per i quali era stato disposto il giudizio immediato, hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Secondo la ricostruzione della Procura di Tempio, sulla base delle indagini dei carabinieri, la banda avrebbe colpito due volte in pochi giorni tra le vie del lusso della Costa Smeralda, scegliendo come bersagli turisti stranieri piuttosto facoltosi e orologi di altissimo valore. Il primo episodio risale al 23 luglio: una donna tedesca, in vacanza in Costa Smeralda con il marito, era appena uscita da un negozio quando uno degli uomini le avrebbe strappato dal polso un orologio Richard Mille del valore di circa 260mila euro, fuggendo poi su uno scooter condotto da un complice, mentre un terzo faceva da palo. Amine Zeguir è stato indicato come l’esecutore materiale, Zakaria Elhdriaslh la persona che lo attendeva a bordo della moto, e Salim Hadad, il palo. Sei giorni dopo, il 29 luglio, ai tre franco-algerini viene contestato il secondo episodio che vede come vittima dello scippo il membro della famiglia regnante del Bahrein, aggredito davanti all’hotel in cui alloggiava: era stato spinto a terra mentre, secondo la ricostruzione della Procura, Amine Zeguir e Zakaria Elhdriaslh gli strappavano dal polso il Patek Philippe “Aquanaut” da 40mila euro. I due erano poi fuggiti a bordo di una Volkswagen Polo, guidata, sempre secondo gli inquirenti, da Salim Hadad.
I tre erano stati fermati dai carabinieri il 31 luglio. A loro, i militari erano risaliti dalle immagini delle telecamere della videosorveglianza, dalle testimonianze raccolte e dai riconoscimenti fotografici da parte delle vittime degli scippi. I tre imputati hanno respinto le accuse, scegliendo comunque di essere giudicati con rito abbreviato. Amine Zeguir è difeso dall’avvocata Maria Assunta Argiolas, mentre Zakaria Elhdriaslh e Salim Hadad da Salvatore Arcadipane. Ad assistere la donna tedesca scippata il 23 luglio l’avvocato Rino Cudoni.
