La Nuova Sardegna

Guerra in Medio Oriente

Iran sotto attacco, raid su Beirut, due persone morte in Arabia Saudita

Iran sotto attacco, raid su Beirut, due persone morte in Arabia Saudita

Il presidente Trump non esclude l’invio di truppe di terra

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Nuovi attacchi nella notte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran hanno aperto il nono giorno di guerra, oggi 8 marzo. Esplosioni sono state registrate a Teheran anche nel corso della giornata e, tra gli obiettivi colpiti, risultano cinque impianti petroliferi. L’escalation militare ha coinvolto anche altri Paesi della regione. Raid delle forze israeliane sono stati condotti su Beirut, con un attacco aereo nella zona dove ha sede il gruppo militante libanese Hezbollah, che ha provocato morti e feriti.

Attacco in Arabia Saudita

La violenza del conflitto ha raggiunto anche l’Arabia Saudita, dove due persone sono morte e almeno altre dodici sono rimaste ferite in un attacco contro un edificio residenziale. Secondo quanto riferito dall’agenzia per la protezione civile saudita su X, il bombardamento ha colpito un complesso nel governatorato centrale di al-Kharj. Ipotesi di nuovi attori nel conflitto Media locali riferiscono che anche gli Emirati Arabi Uniti avrebbero effettuato un attacco contro un impianto di desalinizzazione sull’isola iraniana di Qeshm. Se la notizia fosse confermata, si tratterebbe del primo attacco diretto contro l’Iran da parte di un Paese del Golfo Persico. Intanto Tel Aviv registra i primi feriti dopo un attacco con missili lanciati da Teheran.

Trump: «Tutto è sul tavolo»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non escludere l’invio di truppe di terra in Iran, ipotesi che potrebbe essere presa in considerazione per requisire l’uranio arricchito utilizzato per lo sviluppo di armi nucleari. «Tutto è sul tavolo», ha affermato in un’intervista ad Abc News.

Appelli alla de-escalation

Sul piano diplomatico il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio con il collega egiziano Badr Abdelaty, ribadendo l’impegno dell’Italia per una de-escalation e una soluzione pacifica del conflitto. Preoccupazione è stata espressa anche dal ministro degli Esteri dell’Oman Badr Albusaidi, che ha avvertito come l’intensificarsi delle operazioni militari rappresenti «una svolta pericolosa» con possibili conseguenze per la stabilità regionale, la navigazione marittima, le catene di approvvigionamento e l’economia mondiale. Nel frattempo il premier britannico Keir Starmer ha parlato con Trump della situazione in Medio Oriente e della cooperazione militare tra Regno Unito e Stati Uniti, anche attraverso l’uso delle basi della Raf a sostegno dei partner della regione.

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