Escalation di violenze in Libano, scambi di artiglieria tra Hezbollah e Israele: cresce la preoccupazione per la Brigata Sassari
I Sassarini guidano la missione dell’Unifil a ridosso della Linea blu
Cresce la preoccupazione per i militari della Brigata Sassari dopo la nuova escalation di violenze registrata nella notte lungo la Linea blu, il confine tra Libano e Israele. Nelle scorse ore l’Unifil, la missione dei caschi blu delle Nazioni Unite impegnata nel monitoraggio dell’area, ha diffuso una nota di aggiornamento sulla situazione sul terreno.
I “Dimonios”, arrivati in Libano nei primi giorni di marzo, sono chiamati a guidare la missione di peacekeeping nel sud del Paese. Il loro dispiegamento è avvenuto pochi giorni dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e in una fase particolarmente delicata, segnata dalla ripresa dei bombardamenti di Tel Aviv contro le infrastrutture di Hezbollah in territorio libanese.
Nella nota diffusa poche ore fa, l’organizzazione internazionale segnala che nella notte sono stati lanciati oltre 120 proiettili dal territorio libanese verso Israele. La risposta israeliana è arrivata con sette attacchi aerei e più di 120 episodi di fuoco di artiglieria. Tutti questi atti rappresentano «gravi violazioni della risoluzione 1701», si legge nel comunicato.
Secondo Unifil, la recente escalation sta causando lo sfollamento di centinaia di migliaia di residenti e la distruzione di quartieri e villaggi. La nota sottolinea che «centinaia di persone sono state uccise e molte altre ferite» e che «come sempre nei conflitti, sono i civili a pagare il prezzo più alto».Sul terreno, i peacekeeper continuano a monitorare la situazione, mantenendo contatti tra le parti e, quando possibile, facilitando supporto umanitario e protezione dei civili. Unifil ha ribadito l’appello a cessare immediatamente le ostilità e a impegnarsi per la piena attuazione della risoluzione 1701, essenziale per la sicurezza dei civili su entrambi i lati della Linea blu.
