Bruzzone sotto accusa per stalking: «Tutto falso, sono io la vittima» – L’intervista
La criminologa: «Io e i miei collaboratori perseguitati da profili fake. Secondo me dietro c’è Elisabetta Sionis»
Sassari «Ritengo che le accuse mosse nei miei confronti siano tutte infondate, anzi basandosi su ciò che risulta agli atti, risulta tutto l’opposto. Siamo io e i miei collaboratori da anni vittime di attacchi da parte di numerosi profili fake. Eravamo esasperati, anche tentando di capire chi ci fosse dietro a questi profili». Va dritta al punto la criminologa Roberta Bruzzone, che risponde alle accuse alla base dell’inchiesta per stalking ai danni della psicologa forense Elisabetta Sionis. Gli atti descrivono una campagna reiterata fatta di insulti, attacchi online e riferimenti a profili fake.
Bruzzone: «Sono io la vittima»
Ma sarebbe tutto al contrario. Alcuni di questi profili Bruzzone li attribuisce a Sionis, che è da tempo al centro di molte denunce da parte della criminologa genovese. «In realtà – dice Bruzzone – la vittima di tutto ciò sono io. Fake aggressivi, insulti sessisti, offese terribili mi hanno colpito e mi colpiscono in prima persona. Per aver da poco partecipato a Striscia la notizia mi è stato detto che prendo parte a trasmissioni che incitano al femminicidio. Tuttora sono oggetto di campagne di diffamazione, anche su “X”, è tutto documentato». Come spiega Bruzzone, attualmente Sionis è indagata per falsa testimonianza, calunnia, atti persecutori e diffamazione aggravata.
Le chat
Per quanto riguarda le chat, poi, Bruzzone dice di comparire solo in un paio. «Una è “Barcone on the road” che riguarda un profilo fake che ci sta molestando da anni, e con Sionis non c’entra assolutamente nulla». E poi ce n’è un’altra dove lei e i suoi collaboratori si lamentano di essere continuamente sotto attacco. «Ci sono centinaia di screen che ci scambiamo per documentare questi attacchi e ci lamentiamo del fatto che la situazione fosse esasperante, dicendoci che secondo noi dietro c’era la Sionis, viste le somiglianze con un altro profilo fake riconducibile a lei». «Non c’è nessun passaggio dalle chat dove io dessi ordini ai miei collaboratori, ma solo inviti continui a fare denunce. Non ci sono contatti, né minacce né pedinamenti. Ci sono passaggi forti causati dalla grave esasperazione. È stata presa di mira anche la mia famiglia». «Attribuibili direttamente a me – conclude Bruzzone – ci sono solo sei post scritti in quattro anni in cui mi lamento di sentirmi spiata in maniera ossessiva. Questo sarebbe sufficiente? Mi trovo a dovermi difendere da un’accusa ridicola».
