Evasione Raduano, ecco chi è il ristoratore ucciso dal boss per sdebitarsi con le bande sardo-corse
La vittima è stata uccisa con un colpo di pistola davanti al locale che gestiva
Una fuga pianificata nei minimi dettagli, mesi di latitanza tra Sardegna e Corsica e, infine, un omicidio come “debito” da saldare. È il racconto inquietante emerso ieri nell’aula del Tribunale di Nuoro, dove ha testimoniato Marco Raduano, figura di spicco della criminalità pugliese ed ex detenuto evaso dal carcere di Badu 'e Carros il 24 febbraio 2023.
La vittima è Paul-Félix Paoli, ristoratore ucciso con un colpo di pistola il 24 agosto 2023 a Poggio Mezzana, nel parcheggio de “La Caravelle”, il locale che gestiva. Un delitto che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Raduano, sarebbe stato parte di quel “patto” criminale stretto durante la latitanza. Paoli, 51enne, era a capo di diverse imprese, la maggior parte nel sistema immobiliare, ed era noto alla polizia per il possesso di armi illegali, vari reati finanziari ed estorsione. Da subito le indagini si sono concentrate sui collegamenti tra Paoli, che si pensava avesse legami con il movimento clandestino in Corsica, e altri ambiente legati alla malavita sarda e corsa.
Raduano, davanti ai magistrati, l’ex boss – legato alla Società Foggiana –, e ora collaboratore di giustizia, ha ripercorso tutte le fasi della sua evasione, sostenendo di averla progettata per anni con l’aiuto di complici interni ed esterni. Tra questi anche due uomini originari della Barbagia, oggi imputati, che avrebbero contribuito alla pianificazione e alla gestione della fuga.
Secondo quanto raccontato, Raduano avrebbe studiato a lungo le vulnerabilità del carcere: movimenti del personale, accessi, oggetti disponibili. «Ho osservato tutto per mesi», ha spiegato, aggiungendo di aver ricevuto strumenti e informazioni da altri detenuti e di aver approfittato del suo ruolo all’interno della struttura, dove lavorava tra biblioteca e attività di supporto agli altri reclusi.
Ma il passaggio più grave riguarda il collegamento con la Corsica. In aula è emersa l’esistenza di un presunto accordo tra ambienti criminali sardi e corsi per favorire la sua fuga oltre mare. Ed è proprio qui che il racconto prende una piega drammatica: «Mi hanno aiutato e io mi sono sdebitato», ha detto, riferendosi a un omicidio compiuto nell’estate del 2023.
