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Giustizia

Referendum, urne aperte oggi e domani: oltre un milione di sardi chiamati a esprimersi – Tutto quello che c’è da sapere sul voto

Referendum, urne aperte oggi e domani: oltre un milione di sardi chiamati a esprimersi – Tutto quello che c’è da sapere sul voto

Le eventuali modifiche riguardano ben sette articoli della Costituzione

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Oggi e domani le cittadine e i cittadini italiani aventi diritto al voto saranno chiamati a esprimersi sul referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.

È previsto un unico quesito sul quale si è chiamati a esprimersi: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?». Le eventuali modifiche riguardano sette articoli della Costituzione. Alcune sono sostanziali, altre decisamente più tecniche, ma tutte riguardano il modo in cui è organizzata la magistratura italiana. In sintesi, si vota per l'istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri; l'estrazione a sorte dei loro componenti e la creazione di un'Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari. Trattandosi di un referendum costituzionale, non è previsto il raggiungimento di alcun quorum di partecipazione per la validità. Il risultato sarà dunque valido indipendentemente dal numero di votanti: la legge sarà quindi approvata se i voti favorevoli supereranno quelli sfavorevoli.

Il voto nell’isola

In Sardegna gli elettori che oggi avranno il diritto presentarsi alle urne sono 1.320.841, suddivisi in 1.847 sezioni. Considerando come riferimento territoriale le “vecchie” otto province, il maggior numero di sezioni è concentrato nell’area di Cagliari, dove sono 580, mentre nel Sassarese sono 384. La provincia di Oristano segue con 209 sezioni, poi quella di Nuoro con 186, la Gallura con 161, il Sulcis con 148, il Medio Campidano con 112 e infine l’Ogliastra con 67 sezioni.

I precedenti

Tra il 1948 e il 2021 si sono tenuti quattro referendum confermativi costituzionali. Quello di domani e lunedì sarà il quinto. Nel 2001 il referendum sulla riforma del Titolo V della Costituzione, il primo della storia repubblicana, vide la prevalenza dei “sì” col 64,2 per cento dei voti. Quello del 2006 vide invece bocciare la legge di riforma che avrebbe istituito, tra le altre cose, la riduzione del numero di deputati (da 630 a 518) e senatori (da 315 a 252), la fine del bicameralismo perfetto e il cosiddetto “premierato”, che avrebbe aumentato i poteri del presidente del Consiglio. Stessa sorte per quello del 2016, ricordato soprattutto per la frase “Vinco o lascio la politica” di Matteo Renzi, promotore insieme a Maria Elena Boschi e per lo scontro politico sull’abolizione del Cnel. L’unico a raggiungere l’obiettivo con il 69,96% dei voti validi fu il referendum costituzionale del 2020, che ha confermato la legge in materia di riduzione del numero dei parlamentari. (Stefania Andreotti)

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