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Commercio

Pacchi Amazon venduti al chilo, l'idea di un giovane sassarese nel cuore della città - La storia

di Giovanni Bua
Pacchi Amazon venduti al chilo, l'idea di un giovane sassarese nel cuore della città - La storia

Pacchi non ritirati e resi valutati a peso, tra caccia all’affare e rilancio delle attività nel centro storico

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Sassari I pacchi Amazon, un po’ ammaccati ma con sigilli ancora intatti, sono in bella mostra al centro del negozio. Costano 1 euro e 99 centesimi l’etto e promettono l’adrenalina del “blind sale”: l’acquisto al buio che spopola sul web e negli instant corner dei grandi centri commerciali, ma che ha radici antiche, nelle immancabili (e quasi sempre deludenti) buste a sorpresa delle sagre.

«Ma la “pescata” fortunata è davvero possibile. Non sono ripuliti dagli oggetti di valore: vengono acquistati da grandi broker tra pacchi smarriti o non ritirati che ad Amazon costa più riaprire che cedere». A parlare è Riccardo Lorenzoni, agente di commercio che, contagiato dall’idea arrivata da un amico, ha inaugurato la scorsa settimana a Sassari The UnBoxing: il primo negozio in città (e tra i primi nell’isola) dedicato alla vendita di pacchi aperti e chiusi provenienti da resi ed eccedenze, principalmente del circuito Amazon.

«Venerdì, all’inaugurazione – racconta – c’è chi ha trovato una scatola piena di smartwatch. Poi tanti vestiti, accessori. Certo, capita anche la paccottiglia, ma per chi compra c’è una componente ludica importante. E raramente non sono soddisfatti».

La “mystery box” mania è però solo una parte dell’idea imprenditoriale del 38enne, che ha scelto per la sua attività una location coraggiosa: la parte alta di piazza Azuni, pieno centro storico, sul confine in cui con maggiore evidenza si gioca la partita tra rinascita e degrado.

«Dopo la curiosità per i pacchi sigillati – spiega – la maggior parte della clientela finisce per acquistare i prodotti visibili: elettrodomestici e articoli di uso quotidiano recuperati da resi e overstock. È una delle storture delle grandi catene, che accumulano enormi quantità di prodotti che non hanno convenienza a ritirare. Prima venivano distrutti. Ora, grazie alla normativa europea, vengono venduti a stock con forti ribassi».

Risultato: la friggitrice ad aria costa poco più di 40 euro, i prodotti Parkside da bricolage della Lidl sono esposti al 50% rispetto al prezzo di vendita, un telescopio con la scatola difettata è già stato prenotato e la pianola accanto è stata venduta in pochi minuti.

«È effettivamente molto conveniente – spiega Lorenzoni – perché si tratta di prodotti nuovi a tutti gli effetti. Noi lavoriamo con ricarichi minimi, puntando sui volumi. Sono oggetti che le persone conoscono e che magari avevano rimandato. E al 50% diventano irresistibili».

Volumi alimentati anche da un altro “gioco”: «Riallestiamo ogni venerdì. Chi arriva prima prende il meglio, ma lo paga di più. Ogni giorno il prezzo cala di 10 centesimi l’etto, fino al venerdì successivo».

Un modello che guarda anche alla sostenibilità: «Proponiamo un’economia circolare che oggi è imprescindibile. È paradossale che oggetti funzionanti diventino rifiuti. È uno spreco enorme, con un impatto ambientale pesante».

E poi la scommessa nella scommessa: il centro storico. In un angolo di pregio, dove poco lontano aprirà a breve un nuovo supermercato e, poco più su, ha inaugurato di recente “Ex ferramenta”, il progetto imprenditoriale della famiglia Macciocu – già alla guida di due negozi di abbigliamento di alta gamma – che ha ridato vita alla storica ferramenta Losa, chiusa lo scorso anno. A pochi passi da Zara e da piazza Tola, che si prepara a ribollire di vita notturna nella bella stagione. Ma comunque dentro il cuore malato di una città affannosamente a caccia della ricetta giusta per sconfiggere il degrado.

«Sassari è una città viva – chiude Lorenzoni – fatta di persone che credono ancora nel commercio e nel centro storico. Aprire qui oggi significa investire nel territorio, nel futuro. E fare la propria parte perché i sogni, le idee, i progetti diventino realtà».
 

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