Il destino di OnlyFans nelle mani di una donna, ecco chi è Yekaterina Chudnovsky
Il fondatore-proprietario è morto a 43 anni e le quote sono finite nel trust di famiglia
Londra Dopo la morte di Leonid Radvinsky, il controllo di OnlyFans si avvia a passare alla moglie Yekaterina Chudnovsky attraverso il trust di famiglia. Il proprietario della piattaforma, morto la scorsa settimana a 43 anni, era malato da tempo e già nel 2024 aveva trasferito le sue azioni nel patrimonio familiare. Negli ultimi mesi era stata avviata una trattativa con il fondo americano Architect Capital per la cessione del 60 per cento dell’azienda, ma l’operazione non si è chiusa prima della morte del magnate. Secondo quanto ricostruito dal Guardian, ora sarà Chudnovsky a detenere, tramite il trust, il controllo del sito. La partecipazione della famiglia è stimata in circa 5,5 miliardi di dollari.
Chi è Yekaterina Chudnovsky
Di origini ucraine e madre di quattro figli, Yekaterina Chudnovsky viene descritta in alcune biografie online come impegnata nella filantropia, nel sostegno alla ricerca contro il cancro e nel lavoro legale per una società tecnologica. Nelle interviste, però, non compare alcun riferimento diretto al mondo della pornografia. Eppure sarà proprio lei a decidere il futuro della piattaforma che ha reso il marito miliardario prima dei 40 anni e che oggi occupa una posizione centrale nel mercato dei contenuti per adulti online.
La crescita di OnlyFans
OnlyFans è stata fondata nel 2016 da una famiglia dell’Essex, in Inghilterra. Il modello è basato su abbonamenti mensili pagati dagli utenti ai creator per accedere a foto e video, con cifre che vanno da 5 a 50 dollari al mese. Radvinsky acquistò la società nel 2018, quando era ancora una realtà in espansione ma lontana dalle dimensioni raggiunte negli anni successivi. La vera accelerazione arrivò con la pandemia. Oggi la piattaforma mette in contatto 377,4 milioni di utenti e 4,6 milioni di creator, trattenendo il 20 per cento dei loro guadagni. Dal bilancio depositato nel Regno Unito dalla società madre Fenix International Ltd risultano ricavi per 1,4 miliardi di dollari, a fronte di appena 46 dipendenti.
Le ombre sul sistema
Fin dall’inizio, il progetto era stato accolto positivamente da una parte delle performer del settore per adulti perché consentiva di eliminare intermediari, decidere in autonomia i contenuti da pubblicare e lavorare da casa. Col tempo, però, il modello ha attirato molte critiche, sia per la natura dei contenuti sia per le condizioni economiche reali di chi apre una pagina. Se alcune creator sono riuscite a guadagnare milioni, secondo le stime degli analisti la maggior parte delle persone presenti sulla piattaforma incassa poco più di 100 sterline al mese.
Le contestazioni e i tentativi di cambiare rotta
Nel 2024 un’inchiesta di Reuters segnalò la presenza sulla piattaforma di contenuti diffusi senza consenso e di 26 casi di materiale pedopornografico. Da allora il gruppo ha ribadito di adottare una politica di tolleranza zero verso i contenuti illegali e ha messo in primo piano le proprie misure di sicurezza. Nel tempo OnlyFans ha provato anche a ridurre il peso dei contenuti per adulti, in parte per il timore che le banche tradizionali potessero interrompere i rapporti con il sito. Cinque anni fa annunciò il divieto dei contenuti sessualmente espliciti, salvo fare marcia indietro pochi giorni dopo, prima che il provvedimento entrasse davvero in vigore. Più di recente ha lanciato OFTV, piattaforma separata dedicata a lifestyle, fitness e cucina. Per ora, però, i profitti continuano ad arrivare soprattutto dal business originario.
Il nodo del futuro
L’azienda ha assicurato che la morte del proprietario non avrà effetti tangibili sulla gestione corrente. L’amministratrice delegata Keily Blair resterà al suo posto, mentre prosegue il periodo di esclusiva con il fondo americano interessato all’operazione. La scelta decisiva, però, spetterà a Chudnovsky. Sarà lei a dover gestire una piattaforma da miliardi di dollari, al centro di un mercato estremamente redditizio ma da anni accompagnato da polemiche, contestazioni e tentativi di ridefinizione del proprio profilo pubblico.
