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Smettere di fumare in 25 giorni: in Italia il primo farmaco rimborsabile dal servizio sanitario – Che cos’è e come funziona

Smettere di fumare in 25 giorni: in Italia il primo farmaco rimborsabile dal servizio sanitario – Che cos’è e come funziona

La citisina agisce sugli stessi recettori attivati dalla nicotina e riduce i sintomi dell’astinenza

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Roma Smettere di fumare potrebbe diventare più semplice grazie a una molecola di origine naturale oggi disponibile anche in Italia. Si tratta della citisina, principio attivo estratto dal maggiociondolo (Cytisus laburnum), al centro del nuovo farmaco Recigar, prodotto dall’azienda polacca Adamed e distribuito nel nostro Paese da Laboratorio Farmaceutico C.T. S.r.l., recentemente inserito in Gazzetta Ufficiale. Già presente nelle linee guida dell’Oms (2024) e inclusa tra le molecole essenziali nel 2025, la citisina compie ora un passo decisivo: da preparazione galenica diventa farmaco rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale, ampliando così l’accesso alle terapie per la cessazione del fumo.

Come la citisina fa smettere di fumare

La citisina agisce sugli stessi recettori cerebrali della nicotina, ma con proprietà chimiche e farmacologiche specifiche. È in grado di ridurre i sintomi dell’astinenza e di annullare il rinforzo positivo legato al fumo, intervenendo sui meccanismi bio-comportamentali della dipendenza. In questo modo diminuisce il piacere associato alla sigaretta, stabilizza l’umore e attenua disturbi come irritabilità, ansia, insonnia e disforia, spesso responsabili delle ricadute.

I tempi della somministrazione

Il trattamento prevede una somministrazione orale secondo uno schema standard di 25 giorni, caratterizzato da una progressiva riduzione del dosaggio. Questo protocollo, validato da numerosi studi clinici, rappresenta una delle modalità più efficaci e consolidate per il trattamento del Disturbo da uso di tabacco (Dut).

Sicurezza e tollerabilità

L’assenza di interazioni farmacologiche rilevanti rende la citisina adatta anche a pazienti fragili, con patologie croniche o in terapia con più farmaci. Gli eventuali effetti collaterali sono generalmente lievi e transitori, con un buon profilo di tollerabilità anche nel lungo periodo.

Troppi fumatori e patologie

In Italia il disturbo da uso di tabacco è responsabile di oltre 90.000 morti ogni anno, con costi sanitari che superano i 26 miliardi di euro tra spesa pubblica e perdita di produttività. Nonostante le strategie di prevenzione e le terapie disponibili, smettere di fumare resta una sfida importante per la sanità pubblica. Ampliare l’accesso ai trattamenti efficaci rappresenta quindi una misura strategica e sostenibile.

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