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Il progetto

Sassari, un nuovo Eurospin nell'oliveto: via libera della giunta - Ecco dove sorgerà

di Giovanni Bua
Sassari, un nuovo Eurospin nell'oliveto: via libera della giunta - Ecco dove sorgerà

Ora il voto in aula sul permesso di costruire convenzionato

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Sassari Primo via libera al “discount nell’uliveto”. La giunta comunale ha approvato il permesso di costruire convenzionato per la realizzazione della media struttura di vendita lungo la strada 1 Bis tra Predda Niedda e Li Punti. Ora la pratica passa al consiglio comunale per l’ultimo passaggio.

Il progetto

Il progetto, presentato dalle società La Spesa Intelligente di Verona – proprietaria dell’insegna Eurospin – e dalla sassarese Futuristica, riguarda un lotto oggi occupato da un uliveto, accanto al mercato ortofrutticolo all’ingrosso e di fronte al punto vendita Metro. Qui dovrebbe sorgere il nuovo supermercato, con spazi per servizi, magazzini e celle frigo, per una superficie complessiva di oltre 2.400 metri quadri su un’area edificabile di circa 4.700, con un’altezza massima prevista di 7 metri.

L’iter

È uno snodo decisivo in un iter che si trascina da mesi e che, in cammino, ha cambiato strada. In una prima fase, infatti, i proponenti avevano tentato la via del permesso di costruire semplice, ma la conferenza di servizi aveva bocciato l’ipotesi, indicando la necessità di un percorso più strutturato. Da qui la scelta di passare al permesso di costruire convenzionato, una procedura mai utilizzata prima dall’amministrazione comunale e che consente di arrivare al voto finale con un solo passaggio in consiglio. 

La pratica

«Il consiglio comunale di Sassari sarà chiamato a breve a esprimersi sul permesso di costruire convenzionato presentato da privati al fine di realizzare una media struttura di vendita», si legge nella nota diffusa da Palazzo Ducale. «Il passaggio in aula completerà l’iter di una pratica che vede per la prima volta nella storia dell’amministrazione comunale il ricorso a questo particolare strumento urbanistico».

Convenzionato

Il permesso convenzionato si colloca a metà strada tra edilizia privata diretta e pianificazione attuativa. «Consente la realizzazione di interventi, il più delle volte in aree parzialmente urbanizzate, attraverso un accordo tra Comune e privato», spiega l’amministrazione comunale, chiarendo che la convenzione definisce obblighi e condizioni a carico dei proponenti. È su questo punto che si concentra la linea della giunta.

L’assessora

«Il Comune, attraverso la convenzione, rilascia il permesso di costruire – spiega l’assessora alla Pianificazione territoriale, alla Tutela del paesaggio e alla Rigenerazione urbana Maria Francesca Fantato – ma obbliga il privato ad adempiere a una serie di prescrizioni in tema di riordino catastale, di tracciati degli impianti idrico, fognario e delle acque bianche, di invarianza idraulica e di realizzazione di vasche di laminazione, e di espianto e reimpianto degli ulivi presenti, nel rispetto dell’interesse della collettività». 

Due piani

Il meccanismo si muove su due piani. Da una parte gli aspetti urbanistici – standard, opere e infrastrutture – su cui si gioca anche la valutazione politica. Dall’altra la parte edilizia, cioè il titolo che consente di costruire: un passaggio tecnico, vincolato alle norme del Puc e alle leggi di settore, su cui non ci sono margini di discrezionalità. «Quest’ultima è di competenza esclusiva gestionale e non può essere assoggettata a discrezionalità», sottolinea Fantato.

Osservazioni

La pratica era stata presentata agli uffici comunali lo scorso agosto, aprendo la fase delle osservazioni da parte dei cittadini dopo la pubblicazione dell’avviso. Un passaggio che ha accompagnato un confronto acceso, legato sia alla localizzazione dell’intervento sia al consumo di suolo in un’area oggi agricola. Con lo stesso sindaco Giuseppe Mascia che aveva assicurato che la politica avrebbe fatto la sua parte per orientare le scelte, pur nel rispetto delle procedure e delle norme. 

Consiglio comunale

Ora la decisione finale è attesa in consiglio comunale, chiamato a chiudere un percorso che ha già attraversato tutti i passaggi tecnici e che entra nel momento della scelta politica. Sul tavolo resta un equilibrio delicato: da una parte la realizzazione di una nuova struttura a servizio di una zona in espansione, ai margini dell’ex Zir per la quale è in animo di mettere i campo un complesso programma di “ricucitura”. Una zona per di più confinante a Li Punti, uno dei quartieri più popolosi della città. Dall’altra la trasformazione di un uliveto e le implicazioni urbanistiche e ambientali che ne derivano. Scelte da governare, per quanto possibile, entro i limiti fissati da un piano urbanistico che le prevede.

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