La Nuova Sardegna

Intervista

Guerra in Iran, l’allarme di Cuccureddu: «Senza carburante per gli aerei il turismo in Sardegna rischia uno stop»

di Paolo Ardovino
Guerra in Iran, l’allarme di Cuccureddu: «Senza carburante per gli aerei il turismo in Sardegna rischia uno stop»

Per l’assessore al Turismo, l’isola dovrebbe avere una precedenza su altre zone d’Italia proprio per via dell’insularità

2 MINUTI DI LETTURA





Sassari Sulla scrivania dell’assessore regionale al Turismo ci sono le principali guide del turismo 2026 («la Sardegna è la destinazione migliore in Europa per Lonely planet»), le tabelle con arrivi e presenze nell’isola per il weekend di Pasqua («un record») e il computer con la schermata accesa sulle ultime notizie. Franco Cuccureddu è «preoccupato» perché «quel matto» di Donald Trump ha dichiarato la fine della civiltà dell’Iran. Siccome al momento è più facile essere pessimisti che ottimisti, Cuccureddu non nasconde che l’incubo della «recessione» lo vede perché, se la guerra si inasprisce, da queste parti non arriverà più il carburante necessario a far volare gli aerei «e il primo comparto a soffrire è il turismo».

Stagione top o flop

A lanciare l’allarme è stato Giovanni Sanna, tra i maggiori imprenditori del settore dell’accoglienza in Sardegna: «Siamo al bivio tra la stagione estiva migliore di tutte e la peggiore», diceva, sollecitando l’incontro tra Regione e governo. Cuccureddu sospira: «La verità è che non ci voleva proprio il cambio di ministro. Parlare con chi aveva già il quadro della situazione sarebbe stato diverso. In questo momento invece un ministro è appena subentrato (Gianmarco Mazzi, al posto della dimissionaria Daniela Santanchè, ndr) e dobbiamo ancora incontrarlo». L’agenda di tutti sarà piuttosto impegnata, sia quella del nuovo capo del ministero del Turismo, sia quella dell’assessore. E il tempo stringe.

«Cosa gli direi? Di sicuro che nei piani di razionamenti del carburante per aerei, se lo stretto di Hormuz dovesse rimanere ancora bloccato, non riteniamo che vadano fatti in parti uguali. Noi siamo un’isola» e su questo non ci piove. Qualcuno gli ha dato del cinico, ma più di un mese fa quando il conflitto tra Usa-Israele e Iran si è allargato al Golfo Persico, Cuccureddu analizzava le potenzialità della Sardegna come destinazione sicura al posto dei competitor negli Emirati arabi. Senza voli, l’isola adesso precipiterebbe come destinazione irraggiungibile. A dispetto della Puglia, della Liguria e delle altre mete italiane a portata di auto.

Gli addetti ai lavori

«Sono in dialogo con gli operatori turistici – commenta Cuccureddu –, c’è preoccupazione. Per i voli che potrebbero mancare nelle prossime settimane, ma prima ancora per il costo dei rifornimenti che si alza», e prima ancora degli aerei si riferisce ai distributori di diesel e benzina che ormai viaggiano ben oltre i due euro al litro. «Molti pacchetti di viaggio sono stati chiusi un anno fa, e gli extra costi che ci sono adesso chi li paga?», domanda retorica: sono a carico di titolari di strutture e servizi.

Primo Piano
Intervista

Guerra in Iran, l’allarme di Cuccureddu: «Senza carburante per gli aerei il turismo in Sardegna rischia uno stop»

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative