Da “Quattro ristoranti” al sequestro preventivo, il declino dell’ittiturismo sulla palafitta: ecco dove
Secondo la contestazione, il locale sarebbe stato gestito da marzo senza i necessari titoli autorizzativi, con conseguente occupazione abusiva di spazio demaniale
Rovigo È stato sequestrato l’ittiturismo “In Marinetta”, locale di Albarella di Rosolina noto anche per aver partecipato nel gennaio 2019 a “Quattro ristoranti” di Alessandro Borghese. Il sequestro preventivo, disposto nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Rovigo, riguarda la fase successiva al cambio di gestione avvenuto nel 2025.
La storia del locale era stata segnata da una crescita rapida sotto la guida dell’ex assessora regionale Isi Coppola. Il progetto aveva preso forma circa dieci anni fa, quando, insieme ad alcuni amici, aveva seguito un corso di marketing all’“Università del Gusto” per approfondire gli aspetti legati alla gestione di un’attività di ristorazione. Nel 2017 era poi arrivata l’inaugurazione della palafitta sull’acqua, sostenuta da pali di cemento armato, con una proposta basata su pesce fresco e prodotti del territorio.
Il successo aveva portato il locale anche in televisione, con la partecipazione al programma di Borghese, dove “In Marinetta” si era classificato al secondo posto. Dopo otto anni, però, Isi Coppola aveva deciso di cedere l’attività. Nel 2025 il passaggio alla Brainfood srl, società composta da due campani e un cremonese.
La nuova gestione, però, non è riuscita a decollare e lo scorso dicembre l’attività ha chiuso. Nel frattempo erano emerse criticità legate al titolo autorizzativo necessario per l’esercizio dell’ittiturismo. Su questo punto il Comune di Rosolina aveva chiesto più volte chiarimenti, senza ricevere risposte.
A eseguire il sequestro preventivo sono stati i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Venezia e di Rosolina, su delega della Procura di Rovigo. Ai tre componenti della Brainfood srl viene contestato di aver gestito, dal marzo 2025 e in assenza dei titoli autorizzativi, un’attività di ittiturismo con somministrazione di alimenti e bevande. Da qui l’ipotesi di abusiva occupazione dello spazio demaniale.
