Gerry Scotti, polemica sul sostegno dopo una battuta in tv: le scuse sui social
Dopo le reazioni, ha chiesto scusa e poi in trasmissione, ammettendo di avere usato con leggerezza un tema molto delicato
Milano Gerry Scotti è finito al centro di un caso mediatico dopo alcune parole pronunciate nel corso di una puntata de La Ruota della Fortuna a proposito degli insegnanti di sostegno. L’episodio ha provocato reazioni sui social e fuori dal web, spingendo il conduttore a intervenire pubblicamente con un doppio chiarimento, prima online e poi in trasmissione.
La vicenda è nata durante la presentazione di una concorrente, docente di italiano, storia e geografia, che per quell’anno stava svolgendo anche il ruolo di insegnante di sostegno. In quel contesto Scotti ha commentato dicendo che chi vuole lavorare nella scuola deve accettare ciò che il sistema mette a disposizione, anche quando non coincide con le aspettative personali. Un passaggio che è stato interpretato da molti come una svalutazione del sostegno, descritto di fatto come una soluzione di ripiego più che come una precisa scelta professionale. «Lo che chi vuole fare il vostro lavoro deve accettare quello che passa il convento. Noi non perdiamo l’occasione per dirlo. Aiutiamo questi ragazzi che vogliono fare gli insegnanti», sono state le parole riportate.
Le frasi hanno suscitato indignazione soprattutto tra famiglie e associazioni impegnate ogni giorno accanto ai ragazzi con disabilità. Tra gli interventi più critici c’è stato quello dell’Associazione Aps Asperger che, attraverso la presidentessa Marie Helene Benedetti, ha contestato non solo l’uscita del conduttore, ma anche il significato più ampio attribuito a quelle parole. Al centro della critica, l’idea che il sostegno venga ancora percepito da una parte del personale docente come un passaggio temporaneo e non come un incarico da svolgere con piena consapevolezza professionale.
Nelle ore successive alla puntata, Scotti ha pubblicato un messaggio sui suoi canali social in cui ha chiesto scusa, definendo superficiali le parole usate e chiarendo di non avere voluto mancare di rispetto né agli insegnanti di sostegno né agli studenti che ne hanno bisogno, insieme alle loro famiglie.
Il conduttore è poi tornato sull’argomento anche in diretta, riconoscendo di avere sbagliato espressione e di avere finito per offendere, pur senza intenzione, le persone che hanno bisogno dell’attività di sostegno e i loro familiari. In trasmissione ha inoltre aggiunto che i figli di queste famiglie meritano un’attenzione maggiore, anche nella scelta degli insegnanti chiamati a seguirli.
