La Nuova Sardegna

L’intervista

Parla l’esperto di dischi volanti: «Puntare sul turismo ufologico in Sardegna si può»

di Paolo Ardovino
Parla l’esperto di dischi volanti: «Puntare sul turismo ufologico in Sardegna si può»

Antonio Maria Cuccu si racconta: negli archivi più di mille video e immagini, l’ultimo caso a marzo nel Sulcis

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Villaperuccio, Comune di mille abitanti nel Sulcis. Sono le 21, una donna («la testimone») è seduta nel balcone di casa. Davanti ai suoi occhi, compare in cielo «una singola fonte luminosa». Pensa sia un satellite, ma poco dopo «la luce si sarebbe moltiplicata in cinque punti distinti, visibili a diverse altezze e in movimento coordinato». Prima cinque, poi venti, poi quaranta. «Alcune sarebbero rimaste ferme per alcuni istanti, per poi partire a grande velocità. Altre avrebbero mostrato movimenti lineari, ma con variazioni improvvise di luminosità». La donna quindi chiama Antonio Maria Cuccu, 64 anni, ufologo di riferimento in Sardegna, che mentre è al telefono prende appunti. «Il penultimo avvistamento nell’isola, 16 marzo 2026», dice. L’ultimo invece a Nora, il 6 aprile.

Antonio ogni giorno si collega dal suo studio a Tissi, che sembra un artigianale quartier generale da film fantascientifico, e lui sembra un personaggio di Philip K. Dick. Vasta libreria con volumi, romanzi e manuali sullo spazio e sugli extraterrestri. Poi tutti i fascicoli che raccolgono «quarant’anni» di studio. Che poi sono quarant’anni di passione: quella per gli avvistamenti di oggetti non identificati che volano nei cieli dell’isola.

Ufo tour

L’ultima idea di Antonio Maria Cuccu è originale: «Turismo ufologico». A Tissi è proprietario di una struttura ricettiva, Villa Arcanda, e nelle locandine che ha già diffuso sui social ha in mente una proposta allettante. Un soggiorno completo con «sky watching», relax in natura, gadget e pizza. Esistono i tour di avvistamenti di delfini e balene: ecco, la stessa cosa ma con gli ufo. «Nella mia struttura proporrei serate sul fenomeno Ufo in Sardegna con proiezioni di immagini e video, e un’osservazione del cielo: qua da casa mia non c’è inquinamento luminoso», dice Antonio.

Come sempre: gli americani ci sono arrivati prima. Negli Stati uniti è pieno di titolari di strutture che su Aribnb propongono soggiorni con “Ufo tour” e telescopi puntati verso la luna. Ma da queste parti è una novità assoluta.

Gli studi

Il tema è controverso, scatena facili ironie e presenta episodi spesso confutabili. È vero. Ma quello degli avvistamenti di ufo è un fenomeno da tempo documentato e, mentre c’è chi lo riduce ad aneddoto da raccontare a cena, c’è chi lo studia con dedizione. «L’ufologia è una passione che ho sin da ragazzino – si racconta Antonio –, poi a un certo punto ho voluto approfondire e da quarant’anni ho aderito al Cisu (il Centro italiano studi ufologici nato nel 1985, ndr). I miei studi derivano da quello che apprendo dalle testimonianze dirette che mi arrivano. Raccolgo il materiale e cerco di riconoscere subito cause note come satelliti e aerei».

I casi registrati

L’archivio analogico è conservato nelle cartelle, quello digitale è nei file sul computer. Mentre ne parla, Antonio ha lo sguardo fisso proprio sul monitor e fa qualche conto rapido: «Sui fenomeni in Sardegna ho 1.300 file da notizie di giornali, riviste, materiale online, un lavoro che va indietro fino al XX secolo e aggiorno di continuo». Nel 2025 gli avvistamenti sui cieli sardi sono stati in totale 26. Quest’anno siamo già a quota 13. Molte persone lo contattano dal gruppo pubblico che ha creato su facebook con quasi 4mila follower, UfoSardegna news, altri direttamente su whatsapp. Nei video e nelle foto che gli arrivano deve osservare tutto al dettaglio e il rischio che ci sia un ritocco c’è sempre, specie ora con l’intelligenza artificiale. «Può succedere, è vero, e mi devo affidare all’attendibilità del testimone».

Incontri ravvicinati

Il proprietario di Villa Arcanda a Tissi conta dodici avvistamenti diretti. Il primo nel 1994. L’ultimo nel 2022, era l’11 agosto: «Ero seduto al fresco, nella mia casa, di sera, ho guardato verso l’alto e ho visto due fonti luminose. Gialle. Una sopra e una sotto». Pochi attimi e sono sparite. Cuccu ha fatto un calcolo: «Dal tempo di reazione del fenomeno all’intenzione di effettuare una foto passano circa venti secondi. A volte il fenomeno però finisce prima». Poi è andato oltre e ha elaborato una serie di fattori che entrano in gioco, dice l’ufologo. «Un’interferenza cognitiva», cioè quello davanti è un ufo ma veniamo indotti a pensare di essere di fronte a un velivolo convenzionale. Poi le «fughe precipitose», quando appunto l’ufo appare e scompare in pochi secondi. La «sorveglianza senziente», è una teoria da film: «L’ufo non si limita a farsi vedere dai testimoni casuali ma può influenzarli inducendoli a continuare a svolgere le azioni in cui erano impegnati». E il fattore di «zona vuota»: quando sei l’unico ad aver visto l’ufo e senza delle prove finisci per urlare «al lupo!» ma nessuno ti crede. 

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