La Nuova Sardegna

Il caso

Giallo della ricina, sequestrato il telefono il cellulare di Alice Di Vita. «Nelle note l’elenco dei pasti»

Giallo della ricina, sequestrato il telefono il cellulare di Alice Di Vita. «Nelle note l’elenco dei pasti»

Secondo quanto si apprende, le verifiche riguarderanno in particolare le comunicazione e la cronologia del traffico

2 MINUTI DI LETTURA





Il telefono cellulare di Alice Di Vita è l'unico dispositivo sequestrato dalla Procura della Repubblica di Larino per esigenze tecniche nell'ambito dell'inchiesta sul caso di Pietracatella, dove a fine dicembre sono morte Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella Di Ielsi, 50 anni per un presunto avvelenamento causato dalla ricina.

Nel telefono di Alice, come riporta il Corriere, risultano annotazioni dei pasti consumati dalla famiglia tra il 22 e il 25 dicembre.

Il provvedimento, confermato dalla Procura, riguarda l'unico telefono, tra quelli riferibili alle persone ascoltate negli ultimi giorni tra audizioni e interrogatori, sul quale verranno eseguiti accertamenti tecnici irripetibili, fissati per il prossimo 28 aprile alla presenza delle parti. Secondo quanto si apprende, le verifiche riguarderanno in particolare le comunicazioni e la ricostruzione della cronologia del traffico telefonico degli ultimi mesi, con l'obiettivo di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. I telefoni delle due vittime, Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, si trovano ancora all'interno dell'abitazione di famiglia, tuttora sotto sequestro, e restano quindi a disposizione degli inquirenti per eventuali accertamenti.

Il fascicolo, coordinato dalla Procura di Larino, procede per duplice omicidio volontario a carico di ignoti. Resta aperto anche il fascicolo iniziale con l'ipotesi di omicidio colposo che vede indagati cinque operatori sanitari dell'ospedale Cardarelli di Campobasso, dove le due donne si erano recate tre volte ed erano state rimandate a casa prima del decesso, avvenuto proprio nel presidio ospedaliero per la quindicenne Sara la sera del 27 dicembre per la madre cinquantenne la mattina del 28 dicembre.

Primo Piano
I casi

Dall’omicidio Mameli a quello di Cinzia Pinna: la lunga scia di delitti in Sardegna

di Francesco Zizi
Le nostre iniziative