Strage di lupi e volpi nel parco nazionale: il bilancio si aggrava, indagini con i cani antiveleno – Ecco che cosa sta succedendo
Si cerca di comprendere la motivazione degli avvelenamenti: «Emerge un quadro gravissimo». Fra gli esemplari morti anche un grifone
«Una settimana fa vi abbiamo raccontato dei 10 lupi trovati morti: 5 nella zona di Alfedena e 5 nella zona di Pescasseroli. Da allora, senza sosta, sono proseguite le perlustrazioni e i rastrellamenti con il nostro personale e il supporto dei cani antiveleno del Parco e dei Carabinieri Forestali di Assergi, non solo per cercare indizi necessari alle indagini ma anche per escludere la presenza di altre morti». Questo l’allarme lanciato dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a pochi giorni dalla Giornata mondiale della Terra che conferma il ritrovamento di altri esemplari morti, gettando nello sconforto tutti coloro che dedicano la loro vita alla tutela dell’ambiente in uno dei parchi nazionali più antichi d'Italia.
«Purtroppo sono stati trovati altri animali morti: a Pescasseroli, sono stati rinvenuti 3 lupi in una zona diversa dalla precedente, e soprattutto un altro “focolaio” è stato individuato a Bisegna, dove sono stati trovati 4 lupi, ma anche 3 volpi e 1 poiana. Infine un altro lupo è stato trovato a Barrea».
Il quadro che emerge è gravissimo e anche se in alcune aree non sono stati ancora rinvenuti bocconi avvelenati o reperti che fanno chiaramente pensare all’avvelenamento, la presenza di più specie morte negli stessi contesti rende fortissimo il sospetto che ci si trovi di fronte ad altri episodi di avvelenamento. La situazione è definita «drammatica» per dimensione del fenomeno: «Difficile anche solo doverne parlare.
«Ribadiamo ancora una volta un concetto che abbiamo già espresso con chiarezza: qualunque sia la motivazione, illegalità e criminalità non possono essere giustificate in alcun modo».
Si cerca di comprendere la motivazione degli avvelenamenti: «Sappiamo bene che il conflitto non è teorico e che chi vive e lavora nei territori rurali affronta costi, fatica, rischi e incertezze reali. Sappiamo anche che nel mondo agricolo e zootecnico esistono esperienze serie, responsabili e consapevoli, che non meritano di essere confuse con atteggiamenti opposti.
Sappiamo però – conclude il Parco – che la coesistenza non si misura nelle astrazioni: si costruisce ogni giorno nel rapporto concreto tra tutela della biodiversità e attività produttive legittime, tra prevenzione dei danni e indennizzi, tra diritti, ma anche doveri e responsabilità umane».
