La Nuova Sardegna

Il caso

Stefano De Martino, scandalo del video intimo: chi è l’indagato e come ha fatto a rubare il filmato

Stefano De Martino, scandalo del video intimo: chi è l’indagato e come ha fatto a rubare il filmato

Gli avvocati hanno comunicato la volontà di destinare eventuali risarcimenti a iniziative benefiche

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C’è un primo indagato nell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sul video privato diffuso in rete e ricavato dal sistema di videosorveglianza dell’abitazione romana dell’ex fidanzata del conduttore televisivo Stefano De Martino. Secondo quanto riporta il Messaggero, l’uomo risulta essere un tecnico che, in passato, aveva avuto accesso all’impianto di sicurezza della casa per attività di manutenzione.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, proprio durante queste operazioni avrebbe conservato le credenziali necessarie per entrare nel sistema, utilizzandole in un secondo momento per recuperare il filmato.

Come sarebbe stato sottratto il video

Il contenuto al centro dell’inchiesta non sarebbe stato ottenuto tramite un attacco esterno, ma attraverso l’accesso diretto al circuito di videosorveglianza domestico. Il tecnico, incaricato della revisione dell’impianto, avrebbe mantenuto la possibilità di collegarsi alle telecamere anche dopo la conclusione del suo intervento.

Da lì, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato estratto il video che ritrae momenti privati tra De Martino e la sua allora compagna. Un materiale che non avrebbe mai dovuto lasciare il perimetro del sistema di sicurezza domestico.

I reati ipotizzati

La Procura contesta all’indagato l’accesso abusivo a sistema informatico e la diffusione illecita di contenuti sessualmente espliciti, riconducibile alla fattispecie nota come revenge porn.

Gli accertamenti sono ancora in corso e puntano a ricostruire non solo la fase di sottrazione del video, ma anche la sua successiva circolazione online. Il filmato, infatti, è stato condiviso più volte su diverse piattaforme, rendendone difficile il controllo della diffusione.

La posizione della difesa e la reazione

Gli avvocati del conduttore hanno comunicato la volontà di destinare eventuali risarcimenti a iniziative benefiche a sostegno di associazioni impegnate nel contrasto ai reati informatici. L’obiettivo indicato è trasformare quanto accaduto in un contributo concreto alla prevenzione di episodi simili. La difesa sottolinea inoltre la necessità di un intervento più ampio sul piano tecnologico e normativo, evidenziando come episodi di questo tipo mostrino la vulnerabilità dei sistemi di sicurezza digitale e la facilità con cui contenuti privati possono essere sottratti e diffusi.

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