La Nuova Sardegna

Il talent di cucina

Dalla Lettonia ad Ardara: la sfida tv per diventare re o regina della cordula

di Paolo Ardovino
Dalla Lettonia ad Ardara: la sfida tv per diventare re o regina della cordula

Il programma a metà tra Masterchef e Pechino express fa tappa nell’isola, a condurre è Roberto Meloni, una star del piccolo schermo nel Baltico

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Inviato ad Ardara Sa cordula suona esotica già sulle coste dell’isola, figurarsi dalle parti di Riga, in Lettonia. «Però la vedi lei, la ragazza con i capelli neri? Non puoi capire, ha visto giusto una volta come andava intrecciata e ha imparato subito». Una delle concorrenti di “Sardinijas Brivdienas” ha stupito Graziella Meloni, lo racconta mentre esce dal set allestito nell’azienda Madau. Ha fatto da giurata e ha votato la cordula «in rosso», con i pomodori e i piselli. «Più saporita dell’altra», l’altra squadra l’ha proposta con le patate. Ma per sapere chi ha vinto la sfida di Ardara bisognerà aspettare a settembre, quando andrà in onda su TV3. Il programma è «una sorta di Masterchef ma anche di Pechino express» si diverte a raccontare Roberto Meloni. Lui, di Ardara, è il conduttore e in Lettonia è una star.

In cucina i sei aspiranti chef (due sono stati eliminati un giorno fa) hanno appena terminato la preparazione della cordula. Roberto ha allestito in giardino un quadretto niente male, ha chiamato i quattro tenori del gruppo Su consonu Santu Juanne de Thiesi e li ha dati in pasto a regista e cameraman, tre ragazzi concentrati e che non perdono un dettaglio da mettere in video.

Le due produttrici si godono la scena, e il vino in calice. «Staremo in giro in Sardegna per due settimane. Ardara ma poi Gonnosfanadiga, Orroli, Pompu, Mandas, la finale ad Alghero. E ieri eravamo in barca vicino alla Pelosa, hanno cucinato l’orata». I concorrenti, intanto, grembiule addosso, scaricano la tensione provando a cantare con i tenores. Il titolo del programma, tradotto, è “Vacanze in Sardegna”, «ma lo sono molto più per me che per loro – ride il presentatore –, sono appassionati, non cuochi di professione, e devono confrontarsi con un tipo di cucina che non hanno mai visto». Tra loro un giocatore di hockey della nazionale lettone e un deputato. «Le prime due stagioni erano a Creta, in Grecia», questa volta nell’isola di Roberto Meloni. Al suo fianco sul set c’è una donna vestita tutta di nero, un po’ stravagante, sembra pronta per un film di Tim Burton. «Elita Patmalniece, un’artista molto quotata». E lei, la Frida Kahlo della Lettonia, sorride: «È la seconda volta che vengo in Sardegna. La gente è così premurosa, la natura così forte. Ci rivedo un po’ della regione da cui provengo, la Latgale». Mentre i concorrenti cucinavano, lei ha passato la mattina ad abbozzare qualche dipinto, «ho sentito molta ispirazione».

Con i piatti in mano ci si sposta attorno al tavolo della gara. I capitani delle due squadre guardano la telecamera e presentano i piatti, provando a sintetizzare i passaggi di preparazione di intestino tenue e crasso dell’agnello. Come dolce, la produzione ha guardato al resto d’Italia per aumentare la difficoltà: da Napoli gli struffoli.

I giurati sono cinque abitanti di Ardara, geneticamente intenditori di cordula. Roberto parla con loro in dialetto, e ci scappa qualche battuta, e con il resto del cast in lettone. Chi vince, diventa re o regina della còrdula. O cordùla, come dicono i concorrenti presi dall’emozione.

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