Tabagismo, sigarette verso un maxi aumento di 5 euro – Ecco perché
La tassa potrebbe arrivare in Parlamento dietro la spinta di associazioni e fondazioni che si occupano di malattie oncologiche: «In Italia oltre 90mila decessi ogni anno per consumo di tabacco»
L’associazione italiana di Oncologia medica (Aiom), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM promuovono la campagna di raccolta firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare per chiedere l’aumento di 5 euro sul prezzo delle sigarette (e di tutti i prodotti da fumo) con l’obiettivo di ridurre il tabagismo.
Già altri paesi europei hanno aumentato drasticamente il prezzo delle sigarette e hanno ottenuto ottimi risultati.
Fumo, verso un maxi aumento delle sigarette
La proposta di legge che prevede l’aumento di 5 euro sul prezzo di sigarette, e-cig e prodotti a base di nicotina ha superato le 40mila firme. Una volta raggiunto il quorum, fissato a 50mila, il disegno di legge approderà in Parlamento per la discussione
Cosa accade in Europa
In Francia, tra il 2017 e il 2025, il prezzo medio delle sigarette è aumentato da 7,05 a 13 euro. Il calo dei fumatori adulti è stato dal 27% al 18% tra la popolazione adulta. In Irlanda invece, tra il 2019 e il 2025, il prezzo delle sigarette è salito da 13 a oltre 15 euro e i fumatori adulti sono scesi dal 23% al 18%.
La richiesta è quindi aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato).
L’obiettivo
L’obiettivo primario è contrastare il tabagismo. Inoltre, questa iniziativa di sanità pubblica consentirà di recuperare nuove risorse per il Servizio Sanitario Nazionale.
La minaccia globale
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il fumo di tabacco è la più grande minaccia per la salute: «Rappresenta il primo fattore di rischio delle malattie croniche non trasmissibili a livello mondiale. In tutto il pianeta vivono circa un miliardo di fumatori, di cui l’80% è residente in paesi a basso e medio reddito», spiegano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, promotori della campagna.
«Il 70% dei consumatori inizia a fumare prima dei 18 anni di età e il 94% prima dei 25 anni. Il tabacco provoca più decessi di alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. Si stima che uccida attualmente quasi 6 milioni di persone ogni anno. Tale cifra potrebbe raggiungere gli otto milioni entro il 2030 in assenza di provvedimenti per invertire questa preoccupante tendenza».
I dati
«Nel nostro Paese – proseguono – circa 10 milioni di cittadini fumano e si stimano 93.000 morti ogni anno per il consumo di tabacco. In 4 anni è quasi raddoppiato l'uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato, dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025. Prese sia singolarmente che in associazione, le due tipologie di prodotto sono più diffuse tra i giovani. Sono maggiormente utilizzate dai 18-34enni (16,5%), mentre il consumo diminuisce nelle età successive, fino a raggiungere il livello più basso tra gli over 65 (1,4%).
Stop al fumo
Per aderire occorre collegarsi sulla piattaforma del ministero della Giustizia e accedere utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di Identità Elettronica) o la Cns (Carta Nazionale dei Servizi). Oppure attraverso la pagina web 5eurocontroilfumo.it.
