Omicidio Chiara Poggi, la nuova intercettazione di Andrea Sempio: «Quando sono andato io il sangue c'era»
Nel monologo in auto, un anno fa, disse che «Stasi aveva evitato le macchie»
Garlasco Il quadro accusatorio a carico di Andrea Sempio, il 38enne indagato dalla Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, sembra aggravarsi alla luce di una seconda intercettazione ambientale. L'audio è stato captato da una cimice degli inquirenti alle 10:30 del 12 maggio 2025, mentre l'uomo si trovava da solo a bordo della sua Fiat Panda. Il contenuto della registrazione è riportato in un'informativa del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano (squadra Omicidi), depositata agli atti e ricostruita dal Corriere della Sera.
L’intercettazione: il sangue c’era
Sempio si lascia andare a un flusso di pensieri frammentato e a tratti confuso, ragionando ad alta voce sulla presenza del sangue in casa Poggi e sugli elementi a carico di Alberto Stasi (già condannato in via definitiva a 16 anni). Due sono i passaggi ritenuti cruciali dagli investigatori. Il primo è la frase sul sangue. Sempio sussurra: «Quando sono andato io… il sangue c’era». Un'espressione che in una nota i carabinieri ritengono compatibile con il significato di «quando sono andato via».
Il commento su Stasi
L'indagato definisce Stasi «debitamente inconsapevole», sostenendo che «non se n'è reso conto ma... senza accorgersene ha evitato le macchie». Per i carabinieri, l'ammissione di Sempio sulla presenza del sangue contraddirebbe la versione storica di Stasi, il quale si è sempre detto convinto di aver evitato le macchie entrando nella villa, anche in virtù del fatto che fossero ormai secche.
I precedenti: dai video intimi alla presunta corruzione
Quello di parlare da solo in auto sembra essere per l'indagato un'abitudine consolidata nel tempo. Gli investigatori legano quest'ultimo audio ad altri episodi precedenti. Esattamente un mese prima, il 14 aprile 2025 Sempio era stato intercettato mentre, imitando una voce femminile, simulava delle risposte attribuite a Chiara Poggi, accennando a video intimi della vittima con Stasi. Secondo l'accusa, si tratta di una sostanziale ammissione di aver visto quei filmati e di essere stato successivamente respinto dalla ragazza dopo un tentativo di approccio (dettaglio che rafforzerebbe l'ipotesi del movente sessuale). I difensori di Sempio avevano invece minimizzato l'episodio, definendolo una semplice «scimmiottatura» di informazioni apprese da tv o podcast. Un altro episodio è quello relativo alle indagini sui militari: già nel 2017, sempre all'interno della sua auto, Sempio avrebbe fatto cenno ad alta voce a una presunta corruzione che avrebbe coinvolto i carabinieri di Pavia, una vicenda oggi al centro di un apposito fascicolo aperto dalla Procura di Brescia.
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