La Nuova Sardegna

La storia

Il caso del disegno copiato, l’illustratrice italiana fa causa a Ikea e la vince – Ecco che cosa è successo

di Redazione Web
Il caso del disegno copiato, l’illustratrice italiana fa causa a Ikea e la vince – Ecco che cosa è successo

L’artista: «Qualche anno fa ho scoperto che un mio lavoro era stato utilizzato senza autorizzazione, ho scelto di non lasciar perdere»

2 MINUTI DI LETTURA





Bologna «Qualche anno fa ho scoperto che un mio lavoro era stato utilizzato senza autorizzazione, e la prima domanda che mi sono fatta è stata molto semplice: e adesso cosa faccio? 
Intorno a me, prima ancora che prendessi davvero una decisione, sono arrivati tanti consigli, tutti molto sensati e dati in buona fede: lascia perdere, perché è complicato, perché è lungo, perché non ne vale la pena». «Io però non riuscivo a farlo. Così ho deciso di andare avanti, e il Tribunale mi ha dato ragione».

L'illustratrice bolognese Cristina Cati ha vinto una battaglia legale contro Ikea, riconosciuta colpevole dal Tribunale di Bologna di aver utilizzato e modificato senza permesso la sua opera «Tortellino» nello store di Casalecchio di Reno. La sentenza, passata in giudicato, ha condannato la multinazionale per la violazione dei diritti patrimoniali e morali dell'artista, nata da una segnalazione social nel 2021.

Ha difeso strenuamente il suo lavoro e la sua creatività, così il colosso svedese dei mobili ha perso la battaglia mossa da una singola artista bolognese. Sulla carta, poteva sembrare una sfida persa in partenza. E invece, Cristina Cati ha dimostrato che i diritti d’autore vanno sempre difesi. L’illustratrice ha così vinto la sua battaglia legale contro Ikea, dopo che questa ha utilizzato e modificato senza permesso la sua opera «Tortellino» all’interno dello store di Bologna-Casalecchio di Reno. Una sentenza ormai passata in giudicato che riconosce la violazione dei diritti patrimoniali e morali dell’artista.

Il suo post

«Non perché fosse una scelta facile o conveniente, ma perché era l’unico modo per restare coerente con il valore che do a quello che creo. Se non fossi stata la prima a difenderlo, in qualche modo lo avrei sminuito io per prima. 
E poi c’è anche un altro aspetto che per me è importante – continua Cati – chi sceglie Modoro (il suo marchio) non porta a casa solo qualcosa di decorativo, ma qualcosa che nasce da un’idea originale, da un lavoro preciso, da un linguaggio riconoscibile. Difendere quel lavoro significa difendere anche il valore di quella scelta.
Per l’artista «non è una storia contro qualcuno, ma piuttosto una storia su cosa succede quando, a un certo punto, scegli di non lasciare perdere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’annuncio

I carburanti green per gli yacht saranno prodotti in Sardegna: è il primo progetto al mondo – La sfida

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative