Assalto ai blindati sull’Aurelia, stangata per la banda dei sardi: chiesti quasi 150 anni di carcere – I nomi e le richieste di condanna
Gli imputati sono dodici: la rapina risale al 28 marzo del 2025
Livorno Un’azione rapidissima, pianificata nei minimi dettagli e portata a termine con modalità paramilitari. Questa mattina 15 maggio si è tenuta davanti al gup del tribunale di Livorno Francesca Mannini l'udienza preliminare per l’assalto ai furgoni portavalori della società Battistolli (B.T.V.), avvenuto il 28 marzo 2025 lungo la SS1 Variante Aurelia, all’altezza di San Vincenzo. Dodici gli imputati, tutti sardi.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il commando – composto da uomini armati e con il volto coperto – entrò in azione poco dopo le 18.30 nel tratto compreso tra San Vincenzo Nord e San Vincenzo Sud, subito dopo la galleria di San Carlo, approfittando di un restringimento della carreggiata dovuto ai lavori stradali. I banditi bloccarono i due blindati utilizzando camion e furgoni rubati, poi dati alle fiamme per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine e coprire la fuga. Durante l’assalto furono esplosi colpi di arma da fuoco e utilizzato esplosivo per aprire uno dei mezzi che trasportava milioni di euro destinati al pagamento delle pensioni.
Scene da Far West riprese anche da alcuni automobilisti e residenti dai cavalcavia vicini: alte colonne di fumo nero, spari, urla e i rapinatori intenti a caricare sacchi di denaro sui Suv utilizzati per la fuga verso sud. Nessuno dei vigilantes rimase ferito, ma l’intera area fu paralizzata per ore con posti di blocco e controlli tra le province di Livorno, Grosseto e Pisa.
Nell’aula al primo piano del palazzo di giustizia, alla presenza di tutti gli avvocati difensori, gli imputati – detenuti nelle carceri di Sassari, Oristano, Cagliari e Livorno – hanno reso dichiarazioni spontanee. Devono rispondere, a vario titolo, di rapina aggravata, detenzione e utilizzo di armi da guerra, furto di veicoli e targhe e ricettazione di mezzi rubati, presumibilmente gli stessi utilizzati per organizzare e mettere in atto il colpo milionario.
Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Ezia Mancusi ha formulato richieste di condanna per complessivi 147 anni e 8 mesi di reclusione e 36.600 euro di multa. Nel dettaglio: 12 anni di reclusione e 3.400 euro di multa per Antonio Moni, nato a Volterra e residente a Castelnuovo Val di Cecina; 14 anni e 8 mesi con 3.600 euro di multa per Franco Piras, di Bari Sardo; Francesco Palmas, di Lanusei; Francesco Rocca, di Orotelli; Alberto Mura, di Ottana; e Salvatore Giovanni Antonio Tilocca, di Bottidda; 14 anni e 4 mesi e 3.400 euro di multa per Giovanni Columbu, di Ollolai; 14 anni e 8 mesi e 3.800 euro di multa per Renzo Cherchi, di Irgoli; 14 anni e 3.000 euro di multa per Salvatore Campus, di Olzai; 11 anni e 4 mesi e 3.000 euro di multa per Marco Sulis, di Villagrande Strisaili; 8 anni e 2.000 euro di multa per Nicola Fois, di Girasole. Per Antonio Stochino, di Lanusei, la pm ha invece chiesto l’assoluzione.
In udienza era presente il collegio difensivo composto dagli avvocati Antonio Mereu, Lorenzo Soro, Pasquale Ramazzotti, Marco Talini, Marcello Caddori, Andrea Nieddu, Giuseppe Talanas, Potito Flagella, Angelo Magliocchetti, Carlo Ambrosini, Francesco Marongiu.
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