Dalla scuola di Conegliano ad Alghero, la storia dei Parpinello diventata eccellenza del vino sardo
Dal trasferimento in Sardegna nel 1964 alla nascita di una cantina di famiglia tra Baratz, Castelsardo e Janna de Mare: oggi Poderi Parpinello unisce vini di qualità, accoglienza e tradizione
Alghero È una storia in due tempi quella della famiglia Parpinello: uno, il primo, lento, complesso, ma decisivo. Il secondo più recente e veloce, ma che ha tutto il sapore che hanno i progetti a lungo accarezzati sul piano ideale e poi finalmente riusciti e concretizzati. Erano gli anni Cinquanta quando Luigi Parpinello, veneto, appassionato di vino e vigna, incoraggia il figlio Giampaolo a diventarne specialista, studiando presso la celebre Scuola Enologica di Conegliano Veneto. Ed è il 1964 (segnatevi la data, che tornerà più avanti) quando quest’ultimo decide di trasferirsi in Sardegna per il suo primo lavoro da enologo. Avrà successo, e lavorerà da direttore o consulente presso alcune delle maggiori cantine isolane. Intanto la famiglia si allarga: Giampaolo ha quattro figli, Laura, Giusi, Luigi e Paolo, e il gene del vignaiolo-vinificatore è anche nel loro Dna. E troverà (alla lettera) terreno praticabile negli ettari vitati che il padre via via acquisterà. Nel 1990 i primi nella zona del lago di Baratz tra Alghero e Sassari. Poi, impiantando, ne aggiunge altri 20 (il progetto si chiamerà Janna de Mare, Porta del Mare) tra Alghero e Sassari.
Manca a questo punto un ultimo passo: il varo di un’azienda di famiglia. Ed è proprio questo l’inizio di quello che in un film di qualche anno fa sarebbe il secondo tempo. La data è quella del 2009, quando cioè Giampaolo va ufficialmente in pensione come enologo altrui, ma assieme a Paolo, e poi anche Laura e Giusi, fonda la Poderi Parpinello. Oggi la ditta conta su 35 ettari vitati distribuiti in tre diverse località: 7 sono sul mare vicino a Castelsardo, 15 attorno al già citato lago di Baratz e il resto a Janna de Mare. Cannonau, Vermentino, Monica, Cagnulari, Semidano e Torbato i vitigni “di casa”, con in più le diversioni “estere” di Sauvignon, Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon.
Al vigneto e alla cantina i Parpinello decidono accortamente di aggiungere anche uno spazio ricettivo, la Vinia Bed&Wine Experience, tra filari e querce secolari, a un salto dalla cantina. Camere giuste, comfort, piscina, degustazioni curate e anche la prossimità a luoghi e spiagge bellissime assicurano la riuscita del progetto imprenditoriale.
Così come accade per il core business dell’azienda: i vini, di qualità e di successo. Dal Vermentino Ala blanca, nome ispirato alle ali dei gabbiani che popolano il lungomare di Alghero, in bilico tra classiche note di fiori bianchi e agrumi e ricordi avvolgenti di cera d’api, al Torbato Bianco Centogemme, che invece mixa ai sentori più freschi quelli ammandorlati di frutta a guscio, o il rosso Kressia (la ciliegia). Ma merita uno spazio a sé il 64, Vermentino che celebra in etichetta l’anno di inizio della saga familiare, lo sbarco di Giampaolo in Sardegna, ed è al tempo stesso solido e fine, ampio e dritto, come si conviene al riassunto liquido di una storia felice iniziata nel 1964. (antonio paolini)
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