La Nuova Sardegna

La testimonianza

Dramma della povertà, la famiglia che aveva chiesto aiuto: «Ora speriamo di risolvere, ma per strada ci deridono»

di Paolo Ardovino
Dramma della povertà, la famiglia che aveva chiesto aiuto: «Ora speriamo di risolvere, ma per strada ci deridono»

La replica del sindaco: «Non può nascere una rivolta popolare per un caso che non esiste»

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Sassari «Sì siamo stati ricevuti dall’assistente sociale e abbiamo chiarito, speriamo di risolvere in breve tempo. Ora però non vogliamo più sentire parlare di questa storia, ci sta facendo tanto male». Continuano a chiedere l’anonimato marito e moglie, per proteggere il figlio di 16 anni, ma sono diventati la famiglia più chiacchierata di Mandas.

Perché due giorni fa si sono ritrovati senza soldi e senza niente in dispensa e hanno chiamato i carabinieri per farsi fare la spesa. Un giorno fa sui social hanno ricevuto l’attacco pubblico del sindaco, che li ha accusati di «spillare» soldi al Comune. E oggi invece sono usciti proprio dagli uffici comunali con un mezzo sorriso. Dall’altra parte, anche il primo cittadino Umberto Oppus ha fretta di far rientrare il caso: «La questione è chiusa, la famiglia sarà seguita dal servizio sociale e vedremo cosa sarà possibile fare». Ma l’ascia di guerra è tutt’altro che deposta.

La storia è quella di marito e moglie di Mandas che, affogati nelle difficoltà economiche, e già in una situazione precaria con lei invalida e lui dichiarato inabile al lavoro, due giorni fa non ce la fanno più e telefonano direttamente ai carabinieri. «Non vogliamo soldi, chiediamo solo del cibo», così la testimonianza dei due, che ricevono i militari in casa e mostrano frigo e dispensa vuoti. I carabinieri mettono una mano sul cuore e l’altra nel portafoglio e tornano nell’abitazione con buste della spesa. Pane, pasta, carne, merendine, acqua.

«Nell’ultima settimana abbiamo mangiato solo pasta a pranzo e cena, non avevamo nient’altro», diceva la donna per giustificare la richiesta d’aiuto. Il gesto solidale ha fatto il giro del paese e il sindaco, informato, è andato su tutte le furie. Tanto da aprire facebook e scrivere un lungo post.

Ieri Oppus di mattina condivide online il proverbio del giorno di “frate indovino”: «L’ultima di tante paga per tutte quante», poi riempie la home di cantieri avviati, sopralluoghi, ricordi, quasi a voler sotterrare quel post al veleno. In serata conferma l’avvenuto appuntamento tra la famiglia e l’ufficio dei servizi sociali, che ha richiesto l’Isee di madre, padre e figlio e farà sapere se sarà possibile accedere a forme di sostegno.

Ma scuote la testa, perché è convinto che non ci siano gli estremi e si lascia scappare un commento: «La situazione è talmente particolare che servirebbe un libro per raccontarla. Non posso permettere di diventare oggetto di una rivolta di paese per un caso di povertà che non esiste».

Marito e moglie, agitati per il caos creato attorno, annunciano che in queste ore è stato accreditato l’assegno di inclusione dell’Inps, unica entrata che dicono di avere, e hanno fatto una spesa che basterà per un po’ di giorni. «Ma per colpa del sindaco ci prendono in giro in strada e ne sta pagando le conseguenze nostro figlio». 

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