Colpi di mortaio su una postazione Onu in Libano, morto un peacekeeper
Altri due caschi blu sono rimasti feriti vicino a Marjayoun. La missione delle Nazioni unite ha aperto un’indagine e chiede il rispetto del diritto internazionale
Beirut Un peacekeeper dell’Unifil è morto nelle prime ore di ieri, mercoledì 3 giugno, per le gravissime ferite riportate dopo che alcuni colpi di mortaio hanno raggiunto una postazione della missione Onu nei pressi di Marjayoun, nel Libano sud-orientale.
L’episodio è avvenuto nella tarda serata di martedì. Il militare, in condizioni critiche, era stato trasferito in elicottero in un ospedale di Beirut, dove è deceduto poco dopo a causa delle lesioni riportate. Altri due peacekeeper sono rimasti feriti e si trovano in cura in una struttura medica all’interno della base dell’Unifil.
La missione delle Nazioni Unite in Libano ha espresso cordoglio alla famiglia, agli amici e ai colleghi del peacekeeper morto «al servizio della pace» e ha rivolto un augurio di pronta guarigione ai due caschi blu feriti.
Unifil ha avviato un’indagine per ricostruire con precisione le circostanze dell’incidente. La missione ha segnalato un aumento delle traiettorie e degli impatti nel Libano meridionale e ha rinnovato l’appello alla cessazione delle violenze. Le Nazioni Unite chiedono a tutte le parti coinvolte di rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale e di garantire in ogni momento la sicurezza del personale e delle strutture Onu. Unifil ha inoltre invitato le autorità nazionali competenti a indagare sull’accaduto, individuare i responsabili e assicurare piena responsabilità penale.
La missione ricorda che gli attacchi deliberati contro i peacekeeper rappresentano gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e possono configurare crimini di guerra.
La base Onu di Marjayoun si trova nel Settore Est di Unifil, a guida spagnola, a circa 70 chilometri a nord-est dalla base di Shama, dove è ospitato il contingente italiano della missione. L’area è interessata dalla presenza di unità delle Forze di difesa israeliane, impegnate da tempo in operazioni militari contro Hezbollah e nel rafforzamento del controllo operativo in zone oltre il fiume Litani.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
